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PROGRAMMAZIONI EVOLUTIVE Elementi di liberazione: Mi permetto di liberarmi dal passato Mi permetto di liberarmi dalle paure Mi permetto di liberarmi dalle illusioni Mi permetto di liberarmi dalle dipendenze Mi permetto di liberarmi dalle identificazioni Mi permetto di liberarmi dalle malattie Mi permetto di liberarmi dalla sfiducia Mi permetto di liberarmi dall’autosvalutazione Mi permetto di liberarmi dai pregiudizi Vedi Elementi di cresctita: |
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SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto. |
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Presentazione del concetto filosofico. Per La SPIRITUALITA’ OLISTICA, la vita, in ognuno dei suoi aspetti è il campo di espressione e di sperimentazione della profonda natura Olospirituale dell’Uomo. Ciascuno di noi è in assoluto il centro del proprio Destino. Essendo così per tutti, ognuno è anche lo strumento del Destino altrui. Il Destino è il mezzo con il quale l’ASSOLUTO ci guida verso casa. Nessuno si può salvare da solo perché siamo tutti parte integrante dell’Unità. Che festa sarebbe il ritorno a casa del PADRE-MADRE se non ci ritrovassimo tutti i nostri Fratelli dispersi. Impariamo a ringraziare e a benedire ogni avvenimento, ogni prova di vita, ogni nemico; tutto ciò che riteniamo diverso da noi, perché tutto questo è il metro di misura della nostra Tolleranza e del nostro Amore. La SPIRITUALITA’ OLISTICA è un impegno, una scelta di vita: una filosofia che unifica tutti gli aspetti del vissuto. La SPIRITUALITA' OLISTICA è un campo infinito, come l'universo, come la vita stessa. La SPIRITUALITA' OLISTICA è uno “strumento filosofico” che tenta di abbracciare l'insieme della vita, dal regno minerale a quello umano, dal cosmo alla particella elementare. Nulla, dalla materia allo Spirito è fuori dal suo campo di investigazione. E' chiamata Olistica [dal greco hólos “tutto” “intero, totale, interamente”], perché il suo intendimento è di ampliare la nostra strumentazione conoscitiva - nel senso di ipotesi filosofiche di ricerche - per annullare le drammatiche divisioni fatte tra la “pseudo” spiritualità e la materialità, e di tentare di “riconciliare” gli innumerevoli aspetti del creato in un tutto osmotico e indivisibile. Per pseudospiritualità intendiamo ciò che di solito viene chiamata spiritualità perché troppo spesso questo concetto è stato contrapposto a quello di materialità: aspetti della nostra vita comune come il corpo, l'attività sportiva e ludica, la sessualità, il denaro, il lavoro, ecc..... L'Olospiritualità non considera la pseudo-spiritualità e la materialità come incompatibili: nessun aspetto della vita può costituire un impedimento all'impegno evolutivo. Nella concezione Olospirituale anche gli aspetti (detti) materiali della vita “sono espressioni e campi di sperimentazione” della nostra spiritualità. Quindi col termine Olospiritualità s'intende che tutte le cose che noi viviamo, in qualunque momento della giornata, dal più intimo e materialistico (!!!) al più filosofico e spirituale (!!!), tutte sono sempre un'espressione della nostra profonda e finora ignota natura Olospirituale. |
 | L' ASSOLUTO E'. EGLI E' il PRINCIPIO PRIMO, l' INTELLIGENZA PRIMORDIALE: ETERNO, INFINITO, PERFETTO, IMMUTABILE. La REALTA' PRIMARIA dell' UNIVERSO è PENSIERO; "PENSIERO MEDITATIVO che contemporaneamente E' e OSSERVA le sue infinite POSSIBILITA' di MANIFESTAZIONE". Questo pensiero "ASSOLUTO" è complessivo tutto ciò che esiste perché tutto è, in LUI, STATO d' ESSERE emanato dalla propria ESSENZA, mentre OSSERVA SE STESSO. Noi siamo parte di LUI in quanto scheggia del SUO STATO d' ESSERE. |
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Non ho bisogno! 12/06/2010 aggiunto da Lucien |
Il senso che do alla vita si va via via approfondendo ed ogni nuova esperienza mi conferma di aver fatto, parlo di me senza fare di un’esperienza personale e profondamente intima una generalità, di aver fatto dicevo la scelta giusta quando ho deciso di non più reagire, ne sottomettermi, alle provocazioni negative. Non ho certo bisogno di dimostrare chi sono ne la validità di ciò che faccio, non ho bisogno dell’approvazione ne di convincere nessuno, ricevo da sempre enorme testimonianze di rispetto dalla parte di più di un migliaio di persone che ho aiutato a guarire come di colleghi di quando danzavo che a trent’anni di distanza mi dimostrano ancore stima e rispetto per la mia attenzione ai bisogni loro oltre che le mie qualità professionali ed artistiche. Perché dovrei avere bisogno dell’approvazione di qualcuno in particolare se sono accompagnato nella vita da una donna che mi ama infinitamente e che lo fa principalmente per quello che sono spiritualmente e per l’amore e il rispetto che do a tutti.
Cosa avrei da dimostrare se da vent’anni aiuto delle persone a riprendere contatto con la vita, cosa avrei da dimostrare se ho accompagnato decine di malati terminali a una morte un po’ più serena. Cosa avrei da dimostrare se ho aiutato decina di siero positivi a vivere normalmente costruendosi delle relazioni affettive stabili e delle carriere proficue, se centinaia di sportivi o danzatori sono tornati a gareggiare e a vincere, se tantissimi depressi hanno ripreso gusto alla vita, se decine e decine di coppie si sono risaldate e hanno ritrovato gusto alla vita comune, se altri si sono finalmente liberati, con la reciproca benedizione, di un rapporto divenuto limitante e distruttivo, se tante persone disperate hanno ritrovato fiducia in loro stesse e nella vita, se tanti arrabbiati si sono pacificati , tanti traumatizzati da soprusi o violenze infantili hanno trovato pace e si sono finalmente dato il permesso di amare e di essere amati.
Perché dovrei rinunciare alle mie intuizioni e al mio sentire se ogni giorno percepisco sul mio corpo e condivido numerose sofferenze fisiche, le la mia mente viene stimolata da sentimenti non miei, se a volta sento il mio cervello essere rallentato e stritolato da una forza sconosciuta, come nel caso di trattamento di malati da Alzheimer, se, in altre occasioni, sono commosso da slanci non miei o impaurito da timori che non mi appartengono.
Perché dovrei rinunciare alle mie intuizioni e al mio sentire se a volta lo studio, mentre faccio terapie o anche solo quando parliamo, sembra pervaso da un’energie celestiale, se un disperato ritrova il sorriso e mi dice: ok, ce la farò, sento che ce la posso fare!
Che ne farei della speudo-razionalità, che è razionale solo per chi limita le sue percezioni ad un campo molto ristretto della vita, allora che la logica dello spirito è molto più empia e coerente di quella materialista e mi permette di finalmente amare tutti, di donarmi senza pretendere in ritorno.
Le mie scelte non mi hanno mai permesso di diventare ricco ma mi hanno liberato dall’illusorio bisogno di raggiungere certezze. La mia stabilità non dipende più da un punto fisso ma il mio cuore ed il mio spirito sono diventati saldi di fronte ad un orizzonte sempre in movimento ed in trasformazione riconoscendo nell’osservazione della vita e dell’uomo il vero senso della vita e della presenza dell’uomo nello cosmo.
È vero che l’esperienza di vita, a qualunque livello la si fa, è del tutto personale e non può essere trasmessa da nessuno a nessuno. Per questo ciascuno va rispettato per quello che è e per la comprensione della vita che ha.
La scelta del rispetto, dell’amore universale, della non violenza ha un suo costo ed è dimostrato dalla storia che l’uomo ha la netta propensione a distruggere ciò che non riesce a raggiungere. Chi aggredisce non fa altro che dimostrare la sua paura nei confronti della vita e degli altri uomini, chi conosce la Vita e sa che Essa sceglie sempre la soluzione più diversificante possibile impara a capire e ad amare la diversità o almeno entra nel “vivi e lascia vivere”.
Vi prego, non entrate nel giuoco delle persone che hanno bisogno di convertire tutti gli altri a loro punto di vista per sentirsi nel giusto. La cosa triste è che stanno litigando da solo (e contro loro stessi) e solo il loro smisurato ed amareggiato ego pensa di dover vincere in un confronto che non esiste. Mi spiace per queste persone, perché il loro preteso razionalismo ed scientismo le chiude in un mondo molto stretto e arido.
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Rifflessioni su Facebook 10/06/2010 aggiunto da Lucien | Face Book si vuole un luogo di condivisione di interessi simili, di ascolto, di rispetto, di amicizia e non mi verrebbe mai chiedere un’amicizia nell’intento di critica o di disapprovare una persona soprattutto se non la conosco. Non mi illude nemmeno di poter conoscere qualcuno leggendo solo qualche righe di ciò che ha scritto ed è per me mancanza di rispetto estrapolare una frase o un concetto dal suo contesto generale facendo dire a questa ciò che intendi io.
In tutti i miei scritti insisto sul rispetto delle diversità, sull’ampliamento della conoscenza della natura umana attraverso l’ascolto dando il sacro diritto ad ognuno di vivere secondo il proprio credo. La vita è costituita da un’infinità di aspetti e nulla di essa è definibile con la sola scienza, con la sola filosofia, con la sola matematica, con la sola politica, con la sola arte grafica o pittorica o musicale. La vita non sarà mai definita con il mio solo punto di vista ne solo con quello di un altro o di un altro ancora.
Parlo di coscienza assoluta, concetto filosofico che non pretende essere LA VERITA’ ma espone, come hanno sempre fatto tutte le filosofie, una possibile visione della vita che invito sempre a considerare insieme a tutte le altre create in precedenza della mente umana.
Consiglio tutta volta di non identificarsi con nessun strumento conoscitivo in particolare perché, in questo mondo in cui la coscienza si può esprimere solo attraverso la materia del nostro corpo ed attraverso gli strumenti di percezione estremamente limitati che sono i nostri organi dei sensi, ciò che possiamo conoscere è solo una piccola parte di ciò che esiste e la storia ha sempre dimostrato che ciò che si ritiene vero e definitivo oggi verrà confutato domani.
Ciò che faccio e ciò che scrivo è orientato al benessere psico-fisico-psirituale delle persone, al relazionarsi con se stesso e con gli altri con amore e rispetto ed ascolto perché, chi che sia o che fa l’altro oggi ci potremmo forse trovare ad esserlo o a farlo domani, anche il nostro malgrado.
Uno dei diritti sacri dell’uomo è quello di sbagliare perché chi non può o non vuole rischiare di sbagliare rimane immobile lì dove si trova e blocca ogni possibilità sua o di altri di evolvere. Riconoscere ad accettare di non poter sapere tutto di tutto e di poter avere sbagliato è un comportamento umile che aiuta a crescere.
La vita è un viaggio meraviglioso ed ogni giorno offre a chi apra gli occhi del cuore e della mente un orizzonte sempre nuovo pieno di gioia, di conforto, di amore, di pace, di luce, di senso di appartenenza.
Un luminosissimo abbraccio a tutti.
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LE FORZE CREATRICE… 10/06/2010 aggiunto da Lucien | esiste una legge universale, assoluta, la quale non potrà mai essere conosciuta direttamente da esseri relativi come siamo, che si riflette in ogni dimensione relativa rivelando così, metaforicamente, la sua presenza. Questa forza originaria in realtà non crea ne si crea poiché, per essere assoluta, deve da sempre e per sempre essere comprensiva di tutte le sue possibili manifestazioni e quindi esistere al di fuori del tempo, cioè essere eterna. È la forza, o dovremmo dire l’essenza di ogni cosa esistente, è la sostanza divina indifferenziata che dà forma ad ogni manifestazione, ad ogni pensiero di ogni mente esistente negli universi. Queste menti sono innumerevoli e di diverse nature.
All’apice di una immaginaria piramide troviamo la mente assoluta, mente perfetta come descritta in precedenza, mente costantemente presente a se stessa e consapevole di tutto ciò che esiste e si muove in se, mente totalmente creata nell’eterno e quindi increata; motore immobile, motore perché origine di ogni cosa, immobile perché già comprensiva di tutte le sue possibilità.
All’altra estremità troviamo la mente più ottusa, più limitata nella sua ampiezza e nella sua capacità di conoscere se stessa. In mezzo tante misure di consapevolezza di cui quella umana.
L’uomo è sicuramente il creatore di se stesso per eccellenza ma non si crea con una sola mente. Tre forze principali si dividono il potere creatore: il coscio, l’inconscio ed il subconscio che potremmo anche chiamare la mente volitiva, mente istintiva e mente intuitiva.
Il subconscio (mente intuitiva) è l’espressione della nostra anima, è la vocina evolutiva, la vocina che spinge all’unione, alla condivisione, all’amore universale, la mente che si riconosce come parte integrante del tutto; è la proiezione verso lo spirito accettando l’esperienza della vita.
L’inconscio (mente istintiva), ricettacolo di tutte le esperienze passate, che siano nostre o dell’umanità intera attraverso l’inconscio collettivo, è la voce della conservazione dello status raggiunto, è la retrazione, il ritorno allo spirito rifiutando l’esperienza, ma è soprattutto l’accumulo di tutte le negazioni, i rifiuti, le paure costruite dall’ignoranza, dalla non consapevolezza. L’inconscio è un filtro, un veloci o meno opaco tra il coscio ed il subcoscio.
Il coscio (mente volitiva) è ciò che conosciamo di noi stessi, nel senso di ciò che “crediamo” conoscere, è la mente costruita dall’esperienza riconosciuta, più o meno accettata.
Ognuna di queste menti ha il proprio potere creatore ed ognuna di continuo si crea. Non esiste un momento in cui non ci creiamo. Il “problema”, l’impedimento alla perfezione, è che queste tre menti creano mondi diversi che si contrappongono e si annullano a vicenda perché ognuna ha la propria credenza (o non credenza). Se la nostra cultura ci dice di comportarmi in un certo modo allora che il subconscio ci indica una via diversa e l’inconscio dice che non ci meritiamo nell’una ne l’altra è molto probabile che rimarremo lì dove ci trovo.
La creazione buona, la creazione giusta, quella evolutiva ed amorevole si produce quando riusciamo a sintonizzare la volontà del conscio e quella dell’inconscio alla volontà superiore del subconscio.
Lungo sarà il nostro viaggio per arrivare a tale meta perché la mete coscia, strumento supremo dell’ego, non lascerà facilmente il scettro del potere…
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Cosa rimarrà? 16/05/2010 aggiunto da Lucien | Quale sarà il concetto del nostro corpo quando avremo superato gli inganni dello strumento fisico? La sua sacralità.
Saremo finalmente consci che il corpo è lo strumento messo a nostra disposizione dall'ASSOLUTO per acquisire la Consapevolezza. Lo riconosceremo come il Sacro Tempio attraverso il quale lo Spirito si manifesta nella Sacra MANIFESTAZIONE DIVINA. Da: http://www.spiritualitaolistica.it/fisico.php?
Quando saremo pronti a liberarci dai raggiri dello strumento emotivo? Quando esso ci avrà permesso di indagare tutte le dimensioni dell'Amore. Prima possessivi, avremo via via imparato che nessuno appartiene a nessuno. Le innumerevoli esperienze della vita ci faranno saggiare tutte le forme dell'Amore. A volte amanti, a volte fratelli, a volte figlio o genitore dell'altro, siamo progressivamente portati in una dimensione dell'Amore altruistico in cui tutti questi aspetti si fondono. Contemporaneamente, per il fatto che gli altri sono lo specchio della nostra parte ombra, impariamo a conoscerci e a amarci. Arriverà ineluttabilmente il giorno in cui non avremo più bisogno dello specchio. Da: http://www.spiritualitaolistica.it/emotivo.php?
Cosa rimarrà della mente razionale quando avremo smascherati tutti i suoi imbrogli?
Dalla fissità avremo conservato la “sacralità del corpo come tempio dello Spirito”, dall’emotività “l’Amore incondizionato”; dalla mente trameneremo esclusivamente la “pura logica”.
D’ora in poi sarà la Logica a permetterci di distinguere tra “istinti” e “intuizioni” (http://www.spiritualitaolistica.it/intuito.php?). Senza di Lei l’uso dello strumento intuitivo risulta pericoloso come lo è stato quello emotivo nella sua prima fase di sperimentazione. Quando si sveglierà in noi lo strumento dell'intuito, potremo distinguere ciò che è istintivo da ciò che è intuitivo passando i nostri pensieri al settaccio della Vera Logica. Gli stimoli proposti dall'istinto, costruito, ricordiamolo, sulle esperienze passate, non risulteranno coerenti fra di loro e con il cammino evolutivo. Non troveremo consequenzialità né omogeneità tra le diverse fasi del nostro vissuto… Da: http://www.spiritualitaolistica.it/mentale.php?
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Conviene operare 13/05/2010 aggiunto da Lucien | Conviene operare gli cambiamenti con calma e pazienza. Esiste una legge psicologica che si chiama “continuità dell’io”. Questa legge spiega che il nostro io ha l’assoluta necessità di mantenere la coscienza di se nella continuità: se quello che sono oggi è troppo diverso di quello che ero ieri il mio io si spaventa e corre al riparo tornando ad essere, con ancora più forza, ciò che era ieri. Inversamente, se il cambiamento che ho operato in me è poco discosto di ciò che ero ieri, l’io riesce a riconoscersi come continuità e si può adattare alla nuova immagine di se stesso. Una volta operata l’identificazione con la nuova immagine l’io è pronto a fare un altro passo avanti.
Spesso la nostra fretta dice il proverbio, e chi va sano va lontano… grande saggezza popolare. Un luminosissimo abbraccio di migliorare ci fa correre tropo veloce e ci troviamo senza strada sotto i piedi. La caduta che ne consegua ci spaventa e ritrovare il coraggio di rialzarsi e di ripartire sarà un impegno più gravoso. Chi va piano va sano,
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Può l’amore 11/05/2010 aggiunto da Lucien | Può l’amore esistere senza l’assenza di amore; il giorno senza la notte; il bello senza il brutto; il grande senza il piccolo?
Può la perfezione esistere senza l’imperfezione; la coscienza assoluta senza l’incoscienza?
Come potremmo trovarci se non ci fossimo persi?
Noi siamo questa parte dell’Assoluto che deve essere dimentico di se stessa per permettere all’Assoluto di essere consapevole dell’ampiezza della sua perfezione
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Cambiare 08/05/2010 aggiunto da Lucien | Anche per il "cambiare" ci sono periodi di crisi ma una volta iniziato questo cammino, non si può tornare indietro, Esso non ci lascia più.... ma è un lavoro stupendo... è l'unica vera ragione di vivere... e la VITA mette a nostra disposizione tutta la vita, in ogni suo aspetto per operare questo cambiamento che di fatto è semplicemente un "tornare" ad essere se stessi. Un luminoso abbraccio |
2012 27/04/2010 aggiunto da Lucien | Quelli che annunciano la fine del mondo il 21 dicembre del 2012 e che ci sarà salvezza solo per chi avrà raggiunto un alto livello di coscienza, si comportano esattamente come le chiese o le sette che promettono l’inferno a chi non si convertirà e non si troverà senza peccati all’ora della morte. Qualunque progresso ottenuto con la violenza e la prevaricazione, e paventare la dannazione eterna è un’estrema violenza, com’è violenza dire che nel 2012 moriranno tutti quelli che non saranno diventati saggi e perfetti, qualunque progresso o conversione ottenuto con la coercizione provocano, a livello spirituale, l’effetto opposto di quello prefissato. L’ansia del raggiungimento, la paura di non fare in tempo, il cercare continuamente negli occhi degli altri la conferma della nostra bontà o della nostra saggezza, allontana del vero raggiungimento che è quello di “essere”, semplicemente di “essere” quello che si “è” e riconoscersi con una specifica ed indispensabile manifestazione dell’Assoluto.
Non credo nel paradiso terrestre, questo concetto è un’interpretazione errata della realtà. L’unico paradiso è la consapevolezza di essere parte integrante dell’Assoluto e che il mondo, tale lo conosciamo, è il perfetto brodo di coltura della coscienza che deve necessariamente contenere l’incoscienza per poter conoscere la propria ampiezza. Questo è un paradosso che la mente umana non riesce (o fa molto fatica) a concepire perché continua ad aggrapparsi al conosciuto acquisito in precedenza (quindi quando si era meno evoluto), e tenta di interpretare il presente con strumenti già superati chiudendo gli occhi e le orecchie alle informazioni contenute nel “qui e ora”. Il paradiso è aprirsi alla percezione della continua presenza e manifestazione della “Coscienza Universale”, che mette a nostra disposizione, in ogni attimo della vita, tutte le informazioni e tutti gli insegnamenti necessari al risveglio e alla crescita della coscienza attraverso di noi. La mano della Coscienza Universale è sempre tesa verso di noi, siamo noi, poveri piccoli esseri spaventati da culture prevaricatrici, che non riusciamo a vederla. Ma la Vita è saggia e non si scoraggia mai di richiamarci alla coscienza e di continuo viene a bussare alla nostra porta. Non è colpa sua se siamo tanto addormentati da non sentire il suo bussare e se deve, per infinito amore nei nostri confronti, bussare sempre più forte.
Il famoso salto vibrazionale previsto per il 2012 è già iniziato. La trasformazione del DNA è già in corso, lo vediamo nei bambini indago. L’evoluzione non è lineare ma vede l’alternarsi di periodi di accelerazione ed altre di integrazione della grande molla di nuove informazioni e di nuove strutture chimico-fisiologiche acquisite durante il periodo precedente. La fase di accelerazione non è un evento venuto dal nulla e nemmeno da una volontà divina, o angelica, o extraterrestre, o qualsiasi forza comunque aliena alla natura umana, ma è uno sblocco, una trasformazione provocata dall’accumulo di esperienze e di conoscenze valide per l’insieme dell’umanità, che per questo non ha più bisogno di essere imparata ma può essere trasmesse geneticamente e quindi essere reperibili in un nuovo DNA.
Morire o meno non è riconducibile all’essere stato bravi o cattivi; il morire appartiene alla necessità di abbandonare un corpo non più adatto alla coscienza che abbiamo realizzato. La matteria del nostro corpo non si può trasformare come si trasforma la nostra coscienza ed arriva il momento in cui le cellule del corpo, i neuroni del cervello e lo stesso DNA non hanno più la capacita di esprimere ciò che siamo diventati. Se moriremo nel nostro letto, durante un incidente o durante una catastrofe naturale non sarà segno di più o meno gradita attenzione di un dio castigatore e vendicatore ma semplicemente di un karma che va vissuto in un modo piuttosto che nell’altro. Ricordiamo che il momento della morte fa parte delle esperienze della vita e morire con consapevolezza di ciò che sta succedendo è un’acquisizione importante per l’incarnazione successiva.
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 Gli incontri di meditazione verranno sospesi per tutto il mese di Agosto. Ci ritroveremo il mercoledì 8 settembre alle ore 20 presso lo studio di via Principe Umberto 59. La Pace, la Luce, la Gioia siano con Voi Per informazioni: spiritualitaolistica@alice.it
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