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PROGRAMMAZIONI EVOLUTIVE

Esempi di Elementi di liberazione:

Mi permetto di liberarmi dal passato
Mi permetto di liberarmi dalle paure
Mi permetto di liberarmi dalle illusioni
Mi permetto di liberarmi dalle dipendenze
Mi permetto di liberarmi dalle identificazioni
Mi permetto di liberarmi dalle malattie
Mi permetto di liberarmi dalla sfiducia
Mi permetto di liberarmi dall’autosvalutazione
Mi permetto di liberarmi dai pregiudizi
Mi permetto di liberarmi da .....

Vedi Elementi di cresctita:


SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon

      Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto.

 

 

 

Presentazione del concetto filosofico. 

Per La SPIRITUALITA’ OLISTICA, la vita, in ognuno dei suoi aspetti è il campo di espressione e di sperimentazione della profonda natura Olospirituale dell’Uomo.  

Ciascuno di noi è in assoluto il centro del proprio Destino. Essendo così per tutti, ognuno è anche lo strumento del Destino altrui.
Il Destino è il mezzo con il quale l’ASSOLUTO  ci guida verso casa.

Nessuno si può salvare da solo perché siamo tutti parte integrante dell’Unità.

Che festa sarebbe il ritorno a il ritorno all'Essenza Originale se non ci ritrovassimo tutti i nostri Fratelli dispersi.

Impariamo a ringraziare e a benedire ogni avvenimento, ogni prova di vita, ogni nemico; tutto ciò che riteniamo diverso da noi, perché tutto questo è il metro di misura della nostra Tolleranza e del nostro Amore.
La SPIRITUALITA’ OLISTICA è un impegno, una scelta di vita: una filosofia che unifica tutti gli aspetti del vissuto.   

La SPIRITUALITA' OLISTICA è un campo infinito, come l'universo, come la vita stessa.

La SPIRITUALITA' OLISTICA è uno “strumento filosofico” che tenta di abbracciare l'insieme della vita, dal regno minerale a quello umano, dal cosmo alla particella elementare.

Nulla, dalla materia allo Spirito è fuori dal suo campo di investigazione.

E' chiamata Olistica [dal greco hólos “tutto” “intero, totale, interamente”], perché il suo intendimento è di ampliare la nostra strumentazione conoscitiva - nel senso di ipotesi filosofiche di ricerche - per annullare le drammatiche divisioni fatte tra la “pseudo” spiritualità e la materialità, e di tentare di “riconciliare” gli innumerevoli aspetti del creato in un tutto osmotico e indivisibile.

Per pseudospiritualità intendiamo ciò che di solito viene chiamata spiritualità perché troppo spesso questo concetto è stato contrapposto a quello di materialità: aspetti della nostra vita comune come il corpo, l'attività sportiva e ludica, la sessualità, il denaro, il lavoro, ecc..... L'Olospiritualità non considera la pseudo-spiritualità e la materialità come incompatibili: nessun aspetto della vita può costituire un impedimento all'impegno evolutivo. Nella concezione Olospirituale anche gli aspetti (detti) materiali della vita “sono espressioni e campi di sperimentazione” della nostra spiritualità. Quindi col termine Olospiritualità s'intende che tutte le cose che noi viviamo, in qualunque momento della giornata, dal più intimo e materialistico (!!!) al più filosofico e spirituale (!!!), tutte sono sempre un'espressione della nostra profonda e finora ignota natura Olospirituale.

 



                                 

Dire che siamo nel 2012 e che non dovrebbe più succedere le guerre, la fame o le malattie è un assurdo: la maggiore parte dell'umanità vive nel medioevo se non nella preistoria. La psiche, questa sovrastruttura pensante che ci ha isolato dal contatto con la nostra anima, ha l'assoluta necessità di sentirsi al centro e al di sopra di tutto il resto. La mediocrità spinge chi non riesce ad elevarsi a abbassare il più possibile gli altri. Per l'ego l'importante non è di essere veramente superiore in saggezza ma semplicemente di essere superiore, l'importante è che ci sia la maggiore distanza possibile tra lei ed gli altri e quindi l'importanza è di abbassare questi il più possibile. E evidente che c'è nel mondo abbastanza da mangiare per tutti, ci sarebbe da lavorare, da guadagnare, da vivere confortevolmente per ognuno di noi, ma gli malati dell'ego, gli ossessionati dell'"IO", non lo permettono perché si rivelerebbe la loro mediocrità, la loro meschinità, la loro pochezza..... Ricordiamo che ciò che succede nel mondo è una proiezione ingigantita di ciò che siamo nella psiche e che il primo passo da fare per il bene dell'umanità è guardarsi d'entro e rivelare le nostre paure...... l'onesta osservazione e l'umile accettazione di ciò che ora siamo, o piuttosto del poco pochissimo che ora riusciamo ad manifestare di ciò che realmente siamo, e la saggia comprensione che l'accettazione della propria pochezza è una grandissima opportunità di diventare grande, ci porta ad abbracciare l'intera UMANITÀ e di rovesciare su di LEI l'unica energia, l'unica sapienza, l'unico sentimento che la può salvare... IL SENTIMENTO DI AMORE.... AMORE INCONDIZIONATO il quale vuol dire AMORE ANCHE NEI CONFRONTI DI CHI, secondo i nostri limitatissimi concetti culturali, NON SE LO MERITA.


 



               RIFLESSIONI                   


Mettiamola così:
    15/09/2011 aggiunto da Lucien

l’Assoluto, o il Tutto come preferite, è composto da “Io” e da tutto ciò che “non è Io”, “non è me” cioè: * Assoluto = Io + Non Io *. Matematicamente si vede dunque che “Io” è uguale a “Assoluto” meno “Non Io” cioè: * Io = Assoluto – Non Io *. Il “non io” è tutto ciò che è fuori da me, tutto ciò che considero diverso ed esterno a me ma nella “concessione del Tutto” ciò che è esterno a me è semplicemente un riflesso di ciò che non vedo di me, che non conosco o non capisco e quindi che mi impedisce di essere completo, perché nascosto nel profondo del mio inconscio.

Il meccanismo dell’Evoluzione fa sì che inizialmente la parte coscia è piccolissima e quella inconscia molto grande. Man mano che evolvo, cioè man mano che imparo dalle esperienze e che divento più consapevole della nature e del senso della vita la parte conscia cresce e quella inconscia diminuisce fino a, si spera, scomparire completamente.

Così, in fase iniziale, la parte creativa più potente risulta essere quella esterna (proiezione di quella interna nascosta) e quindi mi sento manipolato dalla vita, dalle situazioni, dall’altra gente. Soffro perché subisco, perché sono vittima degli eventi e degli altri.

Diventando più consapevole la potenza creativa della propria vita passa progressivamente sotto i comando del conscio e riesco a fare della mia vita sempre più spesso ciò che ne voglio fare.

C’è una differenza notevole tra l’essere consapevole e l’essere colto, sapiente. La sapienza può essere solo di testa, di accumulo di conoscenze, ma queste non scendono obbligatoriamente nel cuore, non diventano obbligatoriamente nuovi e sani istinti di comportamento anche perché le nostre conoscenze, quanto numerose e maggiori possono sembrare in rapporto al passato, sono sempre estremamente limitate. Così, in fase intermedia, credo di potere creare come voglio me devo constatare che così non è perché, in realtà, è sempre la parte inconscia che agisce, parte inconscia dove, per decenni e senza saperlo ne volerlo, ho caricato ingenti quantità di energie negative corrispondenti alle errate interpretazioni che ho fatto del senso della vita e dei comportamenti altrui.

Il “Più so e più so che non so” è all’ordine del giorno della persona in via di evoluzione, e si arriva un giorno a capire che di tutta questa inconsapevolezza, di tutti questi comportamenti sbagliati, di tutta questa carica di negatività non c’è nessuna colpa: tutto ciò fa parte del processo dell’evoluzione.

Non esista la colpa degli altri: è la nostra limitata consapevolezza che agisce attraverso la proiezione fuori di noi di ciò che non vediamo e ci limitiamo ancora di più ogni volta che dichiariamo colpevoli gli altri .

Non esiste la colpa nostra: siamo esseri ancora limitati e ci limitiamo ancora di più ogni volta che ci dichiariamo colpevoli.

Da lì il concetto di “imparare dalle esperienze, imparare a conoscere se stessi attraverso le esperienze” che apparentemente vengono dall’esterno perché in realtà stiamo semplicemente comunicando con noi stessi, ci stiamo insegnando, proiettandolo all’esterno, ciò che siamo realmente al fine di ricostituire la nostra sacra unità persa o dimenticata.

Da lì il concetto di cogliere le sollecitazioni della vita, non come danno, o cattiveria, o sfiga, o vendetta di un dio irato, o incapacità nostra, ma come opportunità di conoscere ciò sul quale abbiamo ancora da lavorare.

Il senso di “opportunità” cambia completamente l’approccio con la vita, sia nostra che quella degli altri, dei nostri figli, dei bambini che nel mondo subiscono violenze e fame, delle donne dominate e violentate, degli uomini che hanno conosciuto solo la guerra e che non sanno fare altro che rubare e stuprare le donne. Il senso di opportunità fa sì che possiamo dire a noi stessi e agli altri: ce la possiamo fare, possiamo superare questa difficoltà, questa sofferenza, questa malattia perché non esiste nessuna forza che ce l’ha con noi, che ce l’ha “contro di noi”.

Non esistono quindi “incapacità”, esistono solo capacità non ancora raggiunte. Dichiararsi incapaci, o dichiarare gli altri incapaci è affermare l’impossibilità, per oggi e per il futuro, di acquisire nuove capacità, capacità che, onestamente, si capisce di non avere ancora nelle nostre corde. Constatare onestamente di non essere perfetti, di avere dei limiti; dire: “è vero, fino a oggi non sono riuscito (l’altro non è riuscito) a fare tale o tale cosa e non l’ho (l’ha) fatta semplicemente perché non avevo (aveva) ancora acquisito questa capacità” mi permette di aggiungere: oggi cosa si può presentare di nuovo, quale nuova capacità la legge dell’evoluzione mi farà (gli farà) acquisire.

L’incoraggiare, il dare fiducia, il fare scoprire capacità ignote, l’aprirsi e aprire l’altro alla percezione e all’accoglienza degli effetti sani della legge dell’evoluzione cambia un’infinità di cose nella nostra vita e nella vita degli altri.


Fare o non fare?
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

Ogni piccola cosa che possiamo fare o dare per costruire un mondo migliore la dobbiamo fare o dare con la consapevolezza che è utile e necessaria. (Sabina Scherlippens)
L’essenziale è di intuire l’efficacia dell’azione o del pensiero che si vuole mettere in atto perché una volta caricata e potenziata l’energia necessaria per rompere la forza d’inerzia di ciò che esiste già non sarà possibile di fermare facilmente il movimento.
Ciononostante si deve trovare il coraggio di tentare, non dobbiamo fare come l’asino di BURIDANO che morente di farne e di sete e messo di fronte all'acqua e all'avena, non seppe cosa scegliere e morì.
La vita serve a comprendere attraverso la sperimentazione. Solo gli esseri vicini alla perfezione possono (e sanno) imparare attingendo all’esperienza degli altri. Ciò è possibile perché hanno espanso il loro ego al punto di sentire la vita di ogni essere parte integrante della propria.


IL RUOLO DELL'UMANITA'
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

Non vorrei fare il guasta festa, sostengo da sempre, e non sono l'unico anche se siamo in pochi ad avere il coraggio di affermarlo, che il mondo non è fatto per evolvere verso una perfezione globale ma che esiste come luogo di , chiamiamolo, "rinascita della Coscienza". Non teorizzo sul destino del mondo, mi accontento di osservare ciò che è ed a cosa è servito fin'ora. Le mie osservazioni mi hanno fatto capire che dalla notte dei tempi sono esistiti grandissimi Maestri che hanno portato messaggi meravigliosi di amore ma che, malgrado una sensibilità e un'amorevolezza che nessuno di noi, in questo periodo, ha la capacità di uguagliare, nessuno di questi saggi ha salvato l'umanità nel suo insieme. Insisto a dire che la Coscienza Universale non potrebbe esistere senza l'assenza di coscienza, che il mondo manifesto è una piccola parte del TUTTO e che serve proprio come luogo in cui lo spirito Assoluto si dimentica di se stesso per poter, attraverso il ricordo nostalgico di una perfezione un tempo conosciuta, ritrovare la coscienza di se e potere così sapere chi E'. Certo, uso dei termini molto riduttivi, ma come potrebbe essere diverso visto che siamo esseri relativi che tentano di parlare dell'Assoluto, con un linguaggio poverissimo di termini adatti a descrivere l'immateriale e il multidimensionale. Devo usare il concetto di tempo lì dove non esiste perché l'Assoluto, per essere tale, deve essere da sempre e per sempre comprensivo di tutto ciò che può essere e quindi esistere al di fuori del tempo, cioè essere eterno. Leggendo il mondo con gli occhio dello spirito si scopre che l'Assoluto ha seminato nel mondo, prima di cadere nell'oblio, tutti i segni necessari per ritrovare la strada di se stesso. Noi, esseri Umani, piccole schegge della coscienza universale, siamo, ciascuno a modo suo, unico ed irripetibile (perché l'Assoluto non ha nessuna necessità di manifestarsi due volte nello stesso modo), autolimitazioni dell'Assoluto. Quando uno di noi raggiunge il massimo di consapevolezza che si può raggiungere attraverso il "mezzo terra-umanità" esso lascia il campo. E' per questo motivo che non si trova mai la perfezione in terra. Un grandissimo abbraccio ai coraggiosi dell'avventura celesta scesi in terra per amore del compimento Divino.


Ciò che accade è una nostra sceltà
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

"Quando vi accade qualcosa dovete accettarlo come se l'aveste scelto voi. Perché? Ma perché l'avete scelto voi!!! questa è accettazione.S.Brizzi."
Il nostro guai è di voler determinare sempre se le cose arrivano dall'esterno, come predestinazione o come pura casualità o se dipendono da noi. Il fatto è che la realtà spirituale è paradossale per la nostra piccola mente e che finché crediamo di poter definire le cose secondo criteri obbiettivi saremmo limitati dalla ristrettezza del mezzo che utilizziamo. Esiste in noi una vastissima dimensione inconscia dove sono annidate un'infinità di negazioni e di limitazioni. Quando si dice che "abbiamo voluto ciò che abbiamo vissuto" ciò vuol intendere che qualcosa in noi ha chiamato ciò che abbiamo vissuto perché non tutto viene creato dalla mente coscia. Chi non si conosce veramente, chi non ha penetrato il suo inconscio e non ha rimosso i blocchi non può creare coscientemente la sua vita ma subisce le spinte nascoste. In questo c'è qualcosa di rassicurante, il fatto che sotto all'inconscio si trova lo spirito e che quest'ultimo irradia la sua saggezza che prima o poi riuscirà a raggiungere il conscio.
Così la vita, vista originalmente come un peso gravosa da portare o da sopportare diventa una continua opportunità di conoscersi: ciò che arriva apparentemente dall'esterno mi insegna ciò sul quale ho ancora da lavorare, mi insegna che sotto sotto non ho veramente fede nella vita o nel Divino, che sotto sotto non ho veramente fiducia in me e nei miei mezzi, che sotto sotto non ho ancora capito che si può crescere nella gioia e nella bellezza. Il lavoro da fare è enorme e non ci è dato sapere per quanto tempo avremo da lavorare ma non importa, non importa se si arriverà da qualche, intanto si può essere e vivere la gioia di essere ogni giorno un po' più sani, più belli, più luminosi.... e quando si ha l'impressione di fare uno o tanti passi indietro questo significa solamente che si vive una nuova crisi di evoluzione, un momento di superamento, una tempesta che, una volta calmate, e si calmano sempre, ci farà vedere tutto più chiaro e luminosa


Specchio delle mie brame, dimmi chi sono?
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

Parlare o non parlare, questo è la questione. Conosci il libro: "La Luce sul Sentiero"? all'inizio della seconda parte è scrito: bene non è, hai racolto ora devi seminare. Non si tratta quindi di insegnare, perché non si può insegnare nulla... a chi non è pronto e chi è pronto non ha più bisogno di insegnamenti, essi si rivellano da se. Invece siamo tutti qui a parlare, e questo è meraviglioso perché siamo tutti specchio l'uno dell'altro e parlando agli altri parliamo a noi stessi come parlando a noi stessi, o meditando nel silenzio, lo facciamo per gli altri oltre che per noi. Verifico tutti i giorni, e questo da ventidue anni, durante le terapie, e questo lo dico sempre ai pazienti, che io non esisto, non ho un'esistenza autonoma della loro presenza. Il mio dire, le mie percezioni, la mia stessa struttura mentali riflettono ciò ch'è il paziente, ciò ch'esso ha da dirsi, cioè ciò ch'è pronto a capire. Per me è una cosa meravigliosa, un incredibile insegnamento su la natura umana, ed ho capito che il benessere è permettere a ciascuno di essere se stesso, qualunque sia le sue scelte, i suoi concetti. Aiuto semplicemente ciascuno a vivere il più compiutamente (secondo i suoi, non i miei , mezzi) ciò che sente di dover sperimentare. Oggi vuoi sperimentare "bianco", ciò che uscirà dalla mia bocca ti aiuterà a sperimentare il bianco. Vuoi sperimentare il "nero", il nero verà esaltato nella sua realizzazione. Certo che le parole sono limitanti, estremamente limitanti se non ci mettiamo all'ascolto del significato superiore, sono estremamente limitanti se crediamo di saperne più degli altri. Ma l'altro ed i suoi mezzi di comunicazione, verbali, gestuali o silenziosi, sono la manifestazione fuori di noi della parte del Divino che non vediamo e non sentiamo dentro. Quindi "ben venuti amici di ogni genere" ben venuti approbatori e criticatori perchèaccogliandovi mi permetto di conoscermi meglio, di vedere quant'ego c'è in me, quanto facilmente ancora mi offendo, quanto ho bisogno dell'approbazione o quanto sono distaccato, quanto sono aperto, quanto semplicemente participo liberamente alla vita del TUTTO.


L’ASSOLUTO
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

Alcuni hanno udito la "Musica Celesta" ma nessuno è stato in grado di trascriverla perché l'uomo è duale di per se. Anche se il suo spirito è unipolare, come l'Assoluto stesso, visto che ne è un'emanazione, esso si manifesta nella materia attraverso un corpo duale perché composto di materia energeticamente bipolare. Quindi nessuna creazione dell'uomo potrà mai ugualiare le creazioni Divine.
L'ASSOLUTO E'.

L’ASSOLUTO E’ COSCIENZA, PERCEZIONE GLOBALE e ISTANTANEA.
L’ASSOLUTO E’ ETERNO PRESENTE.
L’ASSOLUTO E’ tutto ciò che può ESISTERE.
L’ASSOLUTO E’ PENSIERO.
Per CONOSCERSI, l’ASSOLUTO MANIFESTA i SUOI INNUMEREVOLI STATI di ESISTENZA.
PENSANDO le SUE infinite possibilità di manifestazione l’ASSOLUTO GENERA l’Universo manifesto.
L’ASSOLUTO non è L’Universo manifesto; EGLI E’,
CONTIENE e TRASCENDE la PROPRIA MANIFESTAZIONE.

L’ASSOLUTO è UNO; è la PERFETA UNITA’.

L’ASSOLUTO è IMMUTABILE.
L’ASSOLUTO E’ TUTTO: ONNISCIENTE, ONNIPOTENTE, ONNIPRESENTE nella sua MANIFESTAZIONE.
L’ASSOLUTO è in PERPETUO MOVIMENTO.
Il PENSIERO-ASSOLUTO è ENERGIA UNIPOLARE.
L’Uomo vero, come il resto dell’Universo, è STATO-MANIFESTAZIONE dell’ASSOLUTO.

L’Uomo vero, EMANATO dall’ASSOLUTO a propria immagine e somiglianza,
come LUI, è pensiero-coscienza che genera la propria manifestazione: l’uomo (fisico, emotivo, mentale).
L’Uomo vero non è l’uomo.
L’Uomo-Coscienza è, contiene e trascende la sua manifestazione.
L’energia dell’Uomo-Coscienza è unipolare.

L'ENERGIA dell’ASSOLUTO, manifestata nell’Universo materiale è bipolare.
Senza la bipolarità non esisterebbe la manifestazione.
L'Energia dell’Uomo vero, manifestata nell’uomo, è bipolare.
Senza la dualità non esisterebbe l‘uomo.
L’Uomo vero, unipolare, dovendosi esprimere attraverso l’uomo bipolare, è diviso tra i due poli.
L’uomo manifestato, diviso tra i due poli, è duale.

L’Uomo vero è centro del proprio Universo
(creato da Lui come lo pensa).
L’Uomo è centro del proprio Destino
e tutto il resto della MANIFESTAZIONE
è per lui lo strumento-maestro
della riscoperta della propria vera identità.
Ciò è vero per ogni Uomo. Pertanto ogni Uomo è contemporaneamente strumento-maestro del Destino Altrui.

Il pensiero dell’uomo, poiché duale, percepisce o l’uno o l’altro aspetto della MANIFESTAZIONE.
Il pensiero dell’uomo, percependo un aspetto dopo l’altro, crea l’illusione del tempo.

Tutti i meccanismi della vita servono a riportarci alla COSCIENZA dell’INFINITA MOLTEPLICITA’-UNITA’ dell’ASSOLUTO.
I sensi fisici e psicologici dell’uomo, poiché espressi attraverso la materia duale, sono strumenti di percezione estremamente limitati e per tanto assolutamente inadeguati a percepire la REALTA’.

Senza una coscienza allargata, l’uomo non può farsi un’immagine dell’Uomo vero. Ancora di meno l’uomo può avere una concezione reale dell’ASSOLUTO.
La separatività è l’illusione.
La complementarietà è una più giusta realtà.
L’osservazione neutrale è la chiave dell’UNIONE.
Tutto questo è una grezza traccia del PERFETTO PIANO DELL’ASSOLUTO-DIVINO.


Inutile usare metodi per cambiare....
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

Inutile usare metodi se, per primis, non si sa come funziona la mente.
La mente, come la materia, ha le sue leggi: chi non le conosce le subisce.
Impariamo dunque a conoscere come funziona la mente:
la prima prerogativa della mente è di essere una sovrastruttura energetica, un computer “potentissimo” ma completamente “idiota” in quanto non ha nessuna capacita di scelta, dà risposte (perfette) solo in funzione delle informazioni caricate. Finche queste saranno sbagliate o solo limitate la risposta, perfetta secondo i dati caricati, sarà comunque completamente sbagliata.
La seconda prerogativa di questo supercomputer è di possedere, come ogni cosa creata, il diritto alla sopravvivenza, e quindi possederà un istinto di sopravvivenza che farà sì che si difenderà (parliamo sempre della mente) da qualunque pericolo di destrutturazione.
Ecco perché non è così semplice cambiare, perché si continua a giudicare anche se capiamo perfettamente l’errore che commettiamo. Non siamo colpevoli di nulla, è il supercomputer col suo programma che fa tutto da solo. Impariamo ad usarlo, questo computer, diventiamone il padrone, inseriamo progressivamente dati leggermente diversi da quelli già caricati, e modifichiamo i dati giorno dopo giorno, ma stando attenti a non scombussolare l’istinto di sopravvivenza.
Un giorno quello che sembrava impossibile diventerà molto semplice.
Allenamento, cari miei, allenamento…


La sofferenza non è assolutamente un dono
    05/09/2011 aggiunto da Lucien

La sofferenza non è assolutamente un dono, la sofferenza non fa crescere, la sofferenza non è una ricchezza. La sofferenza è solo ed esclusivamente una "SVEGLIA" una campanello, un postino che viene a portarci il DONO dell'AMIRE DIVINO. Come un postino rispettoso dell'impegno che ha presso, consapevole dell'importanza del messaggio che sta portando, questo bravo professionista bussa da prima piano piano, per vedere se il destinatario è già sveglio. Poi, se non ottiene risposte, comincia A BUSSARE UN PO' PIù FORTE, E COSì BUSSERà SEMPRE PIù FORTE FINCHE NON CI RISVEGLIEREMO E FINALMENTE PRENDEREMO COSCIENZA DELL'AMORE DIVINO CHE DA SEMPRE E PER SEMPRE CI VIENE CONTINUAMENTE ED INFINITAMENTE OFFERTO.
Dire che la sofferenza sia un dono è equivalente a dire che la sofferenza sia gradita al Divino perché da dove vengono i doni se non dall’Assoluto stesso e quale Dio sarebbe se gli fosse gradita la sofferenza. Il Divino non è un monarca umano, colmo di orgoglio e di vizioso sadismo.
L’Assoluto è equilibrio, è equanimità, è serenità e amore incondizionato, come Gli potrebbe piacere la sofferenza, come potrebbe farci dono del dolore. Non cari miei, la sofferenza è semplicemente la conseguenza del profondo sonno nel quale siamo immersi. Ma questo sonno non è nemmeno esso un errore, non è una cattiveria, esiste perché potessimo essere risvegliati, perché potessimo prendere coscienza di ciò che significa essere perfetti.
L'Ego, all'inizio rifiuta, per istinto di sopravvivenza, ogni nuova proposta, soprattutto se è distante da ciò che ha considerato vero fin'ora poi, sempre per istinto di sopravvivenza, si adatta e si attacca a tutto ciò che si ripete. Se ti riconosci nella sofferenza, e che sei convinto che la sofferenza sia uno strumento (di crescita o di manipolazione) ripeterai i meccanismi della sofferenza all’infinito.




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 INCONTRI DI MEDITAZIONE.

 
  "Meditare implica sedersi  in uno stato  di completo  rilassamento,  di riposo fisico e mentale, e in questo stato iniziare  ad osservare la propria mente, ossia il processo del pensiero. Noterete subito che, appena vi siedete in uno stato di rilassamento, la mente comincia a vagare.

Esistono molti metodi e tecniche per acqlietare la mente e renderla silenziosa, ma queste tecniche possono produrre soltanto un silenzio superficiale, perché l'Ego non scompare: l'attore o l'entità che crea questo silenzio è sempre attivo nel sottofondo. Qualsiasi risultato otteniate con l'uso di questi metodi e sistema, esso conduce sempre a una forma pure sottile di Ego. Quindi non dobbiamo forzare la nostra mente in uno stato di quiete servendosi della costrizione e della resistenza, ma quando la mente comincia a pensare, osservare il pensiero, come e dove si forma, dove si dirige, rimanendo tuttavia in uno stato completamente passivo, senza celte, in cui non ci sia condanna, né valutazione, né sforzo di alcun genere." 

Kaushik,  "L'alchimia organica".

 

Gli incontri di meditazione riprenderanno il Lunedì 19 Settembre

alle ore 20 presso lo studio: Via Principe Umberto 59.

Leggeremo e rifletteremo insieme sui principi della Spiritualità Olistica esposti nel libro

"LA GRANDE RICONCILIAZIONE" 

La Pace, la Luce, la Fede siano con Voi

 Per informazioni e per avvisare della vostra venuta: spiritualitaolistica@alice.it


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