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SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto. |
| | | | | | | | | | | Guarigione Olospirituale: | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Finora, in questi capitoli, abbiamo parlato di come si forma e si sviluppa la malattia nel corpo e nella psiche, di cosa essa intende farci prendere consapevolezza e di cosa ci spinge a fare per cambiare lo stato delle cose. Per quanto riguarda l'origine reale della malattia, il mezzo terapeutico Olospirituale e il fine evolutivo, l'intero libro non parla di altro.
Qualunque terapia che non riporta alla consapevolezza del paziente il "seme spirituale" dello stato patologico, non fa altro che rimandare temporaneamente i sintomi nell'ombra, programmando in questo modo la loro potenziata ricomparsa, e allontana il paziente dalla presa di coscienza a lui proposta dal Destino, e quindi l'allontana da se stesso. Ne è un flagrante esempio l'attuale fenomeno dell'assuefazione dei batteri agli antibiotici. Al farmaco, si è delegata la responsabilità di allontanare dalla coscienza del malato il messaggio portato dalle malattie. Oggi, i batteri "postini" ritornano in forza, e continueranno ad irrobustirsi se non vengono ascoltati e se non viene accolto il loro messaggio. Il primo passo terapeutico è quindi l'accettazione dell'attuale stato patologico. "Accettazione", ricordiamo, significa Amore, accoglienza, compartecipazione. Dobbiamo lavorare "insieme" alla malattia, non contro. Essa deve essere aiutata a rivelare il suo messaggio.
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | La parte malata deve essere reintegrata nell'Unità Corpo-Mente-Spirito. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Spero che sia diventato evidente, per ciascuno dei nostri lettori, che | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Nulla nel mondo, nel nostro paese, nella nostra famiglia e dentro di noi potrà essere risolto con la violenza, la negazione, il disprezzo e la conflittualità. Solo l'Amore e il rispetto possono guarire dalla sofferenza perché essa è sempre "mancanza di amore". | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Non dobbiamo rifiutare la malattia né identificarci con essa. Non dobbiamo portare la sofferenza dentro l’Io per dire “Io soffro” ma invece dobbiamo inviare la nostra consapevolezza nella parte, fisica o psicologica, che soffre e assicurarle la nostra amorevole presenza e compartecipazione nell’intento di ricostruire insieme l’unità perduta. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | La vita ci mette di fronte al diverso per insegnarci la tolleranza e l'ascolto. Ogni parte del TUTTO è una sfaccettatura dell'ASSOLUTO ed ESSO ci OFFRE l'opportunità di prendere consapevolezza della nostra e SUA NATURA. Nella pratica dobbiamo per primo "permetterci" di essere quello che siamo, di riconoscere il nostro attuale stato di cecità e di ignoranza per poi "permetterci" di esprimere ciò che ci siamo precedentemente negati. Finché non riconosciamo, attraverso l'esperienza che ne facciamo, ciò che "non siamo", non ci sarà data la possibilità di conoscere ciò che "realmente siamo".
Intendiamoci bene su ciò che significa questa affermazione e prendiamo, per capirci, il tema più presente nella natura Umana, quello dell'aggressività.
L'aggressività, nel senso comune, è il lato negativo della "capacità di mettere in atto".
Poiché, nella nostra infanzia, non ci è stato permesso, o non ci siamo permessi, di mettere in atto le energie dateci per assumere la presa di coscienza del nostro ruolo nella vita, abbiamo represso, nell'inconscio e nel corpo, questa enorme quantità di energia e l'abbiamo tenuta al chiuso, sotto una pressione sempre crescente, fino a renderla esplosiva. Così siamo cresciuti assumendo un aspetto bonario. Siamo diventati dei perfetti modellini di buona educazione. Ma, visto che i modelli educativi delle nostre società non sono compatibili con la natura della vera esperienza che siamo venuti a compiere, il nostro corpo, incaricato di manifestare questa energia deviata, ha cominciato a caricarsi e, nel caso in cui non abbiamo neanche espresso l'eccesso di energia attraverso un'attività fisica, a cristallizzarla nei muscoli e nei tessuti. Oggi, ogni pretesto esterno diventa valido per tentare di sfogare questo eccesso ma, visto che sappiamo perfettamente, nel profondo del nostro cuore, che gli altri c'entrano ben poco con l'intensità della nostra aggressività, ci vergogniamo e ci pentiamo delle nostre reazioni distruttive. Questo atteggiamento, sappiamo, ci costringe a ringoiare l'energia espressa e a calcare la dose di negatività già presente dentro di noi, con l'aggiunta del nostro giudizio. Evidentemente, la nostra situazione diventerà sempre più esplosiva. Più ci pentiamo di essere aggressivi più lo diventiamo.
La ricerca risanatrice di un equilibrio ci porterà ineluttabilmente a esprimere questa aggressività repressa, assumendo degli atteggiamenti completamente opposti a quelli consueti. Ma non dobbiamo pensare che, per sanare il corpo e il nostro inconscio, dovremo continuare a permetterci di essere aggressivi per un tempo uguale a quello della repressione o che dovremo liberamente scaricare le nostre nevrosi sugli altri. Quando ci saremo permessi di esprimere l'aggressività, rispondendo alle sollecitazioni del nostro Amico Destino di cui gli altri sono i perfetti strumenti-maestri, senza emettere verso di noi un giudizio di condanna o di vergogna, si affaccerà la facoltà di liberarci dagli eccessi senza più avere bisogno di essere stimolati dall'esterno e senza avere bisogno di un bersaglio umano. Cerchiamo di essere ancora più chiari.
Finché non ci permettiamo di esprimere la nostra aggressività (paura, intolleranza, senso di inadeguezza, ecc...), essa si accumula e ci prende sempre più spesso la mano, cioè ci fa perdere il controllo di noi stessi. Ma per farlo dobbiamo prima capire e integrare il concetto che “non siamo” questi sentimenti negativi. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | I sentimenti negativi sono in noi ma non siamo loro. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Solo così potremo lasciare uscire, felici di liberarci da ciò che l’errata interpretazione della vita ci aveva indossato e che noi avevamo accettato. Quando finalmente riusciamo a vedere che c’è aggressività (paura, intolleranza, senso di non essere adeguati, ecc...) in noi e che gli altri sono i perfetti Strumenti-Maestri che il Destino mette a nostra disposizione per rivelarne la presenza, il nostro atteggiamento, nei propri o altrui confronti, cambia drasticamente. L'apparente nemico comincia a ricevere le nostre benedizioni e noi non ci vergogniamo più di quello che siamo e che abbiamo espresso.
Quando finalmente riusciremo a vedere che l'aggressività (paura, intolleranza, senso di non essere adeguati, ecc...) degli altri è solo loro e che siamo noi lo Strumento-Maestro del loro Destino non ce la prenderemo più per ciò che fanno o dicono ma ci metteremo all'ascolto del messaggio che ci offrono. Questo messaggio non è il loro atteggiamento nei nostri confronti, lo dobbiamo cercare nel "sotto testo”. Ogni aspetto della vita è un'immagine analogica di quello che è e di come si comporta l'umanità, come ogni parte del nostro corpo ne è una di ciò che siamo e di come ci comportiamo, di come e di quanto ci amiamo.
Diminuendo, nell'inconscio, la pressione negativa e crescendo la consapevolezza del senso reale della vita, avremo sempre meno bisogno di stimoli esterni per affrontare e prendere in mano il tema dell’aggressività (paura, intolleranza, senso di non idoneità, ecc...).
Saremo così in diretto contatto col tema sul quale siamo lavorando e, soprattutto, potremo operare l'Alchimia Spirituale, cioè trasmutare l'aggressività in capacità di mettere in atto a livello spirituale. La paura diventerà coraggio di affrontare il proprio cammino evolutivo; l'intolleranza si trasformerà in amore per la diversità nella quale si riconoscerà la manifestazione DIVINA; il senso di inadeguatezza prenderà la forma di consapevolezza e di fiducia nel programma evolutivo; ecc... | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Permettersi di esprimere gli aspetti negativi della propria personalità e di osservare quelli dell'intera Umanità senza emettere giudizio, significa riacquistare il potere spirituale di gestione di queste energie e di trasmutarle nel loro aspetto Olospiritualmente positivi. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Man mano che si svilupperà questo potere, si svilupperà anche la capacità di scegliere se è, o non è, il caso di esprimere, verso gli altri, gli atteggiamenti reattivi. Il fatto di permetterci di reagire contro uno strumento del nostro Destino può, in effetti, fare parte del nostro compito verso di lui. Ma in questo caso la nostra reazione non sarà più "offensiva" verso un Essere che si sta sperimentando. L'intento del nostro atteggiamento sarà esclusivamente quello di mettere in risalto l'errata interpretazione di una situazione. Non riscontrandosi messo personalmente in causa, umiliato, criticato o denigrato, l'altro non sentirà la necessità di innescare i suoi meccanismi di difesa.
Siamo così passati dalla paura alla tolleranza, dal giudizio al perdono. Ma questo non basta, dobbiamo fare un altro passo ancora più importante.
La tolleranza implica una stima di "diversità di valore". Si è tolleranti verso quelli che consideriamo inferiori.
Il perdono implica l'ipotesi di un errore. Si perdona a chi crediamo abbia sbagliato, peccato. Perdono è sinonimo di "colpa". Ogni cosa che succede deve per noi essere colpa di qualcuno. O sono sempre colpevoli gli altri o lo siamo noi. Ci è estremamente difficile osservare ciò che è e riconoscere in questo ciò che abbiamo creato con i nostri preconcetti e pregiudizi. Ora sappiamo che nessuno ha mai sbagliato, nessuno è "meno" di noi. Tutto è una questione di "punto di osservazione" e della credenza che esista il tempo.
Ciononostante tutto succede "ora" e ciò che vediamo intorno a noi è solo un riflesso di ciò che siamo, cioè un'infinità di livelli di coscienza. Vediamo negli altri ciò che siamo nei nostri piani meno sviluppati o più ampi; vediamo, e così possiamo "ricordare", la nostra limitatezza e la nostra grandezza. Liberare gli altri dai nostri giudizi e dalle nostre valutazioni significa quindi liberare noi stessi di ciò che siamo stati ieri e dare a quello la Fiducia e l'Amore incondizionato dal quale avevamo bisogno per cominciare a crescere.
Siamo tornati all'incredibile paradosso del "tempo - non tempo" e dell'"UNO-molteplicità".
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Chi era questa voce interiore che ci indicava, attraverso l'intuizione, la strada da seguire se non quello che siamo oggi che guarda con indulgenza, amore e fiducia le nostre limitazioni ed inganni d'ieri? Chi è questa voce interiore che ci suggerisce, attraverso l'intuizione,
il cammino da percorrere se non ciò che saremo domani che rivolgerà lo sguardo alle nostre limitazioni ed inganni di oggi con Indulgenza, Amore e Fiducia nelle nostre capacità di superamento perché saprà, visto che lo sarà, che siamo capaci di liberarci? | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Non abbiamo detto che è il nostro Spirito che comunica con noi e che si incontra sempre il messaggio-strumento-maestro adatto all'insegnamento che siamo pronti a ricordare? Crediamo ancora di dover disturbare DIO con le nostre suppliche se non riusciamo ora a dare comprensione a quello che eravamo? E' sempre "ora". "Adesso" possiamo scegliere l'andamento della nostra vita presente, passata e futura e nessuno lo può fare in vece nostra.
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