SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon

      Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto.



           
 
          
          

 Vedi anche "L'Assoluto"

          
                     
          

          La maggiore parte delle religioni e delle culture asseriscono che tutto ciò che esiste nell'universo è stato creato da una MENTE pre”esistente” ad ogni cosa. ESSA è considerata ONNIPOTENTE, ONNISAPIENTE e ONNIPRESENTE. Se questo è vero, non possiamo continuare a considerare che esiste nell'universo una qualsiasi cosa che non sia una diretta emanazione di questa perfezione primordiale. Ciò che ci ha fatto considerare, finora, la (pseudo) spiritualità come opposta alla (detta) materialità è una distorsione del nostro punto di osservazione. Poiché siamo stati abituati (per millenni) a vedere gli aspetti materiali, fisici ed economici della vita come incompatibili con la spiritualità, abbiamo ritenuto questo concetto valido e vero e lo abbiamo mantenuto cristallizzato dentro di noi, vivendo tutte le conflittualità che questo comporta. Meditare sui concetti di “onnipotenza, onnisapienza ed onnipresenza” porta inevitabilmente ad una concessione di Dio che non lascia posto ad alcun’errore, ad alcuna forza che si possa opporre alla perfezione della sua natura e quindi ad un Dio “Assoluto”.
 
           Poiché è l'origine di ogni coscienza e poiché tutte le leggi dell'Universo sono PENSATE dall'ASSOLUTO, nulla può essere concepito al di fuori della sua COSCIENZA. Nessuna forza può controllarLO perché EGLI è l'origine di ogni forza. Nessuna parte della sua creazione può sfuggire al suo CONTROLLO per il fatto che ogni cosa è manifestazione del suo PENSIERO.

            L'ASSOLUTO è tutto ciò che può “essere”, nulla è al di fuori di LUI perché non esiste nemmeno un “fuori”.

            L'ASSOLUTO è tutto lo spazio, tutta la materia, tutta la coscienza pensabili, esistenti.

            Non esiste nulla al di fuori dell'ASSOLUTO, nemmeno il nulla. Se non fosse così, l'ASSOLUTO non sarebbe tale.

            Ogni cosa esistente è e rimane per sempre nell'ASSOLUTO. Ogni cosa è contemporaneamente manifestazione e parte integrante del SUO

          
                     
          

 “STATO DI ESSERE”.

          
                     
                        L'ASSOLUTO è tutti i pensieri pensati, in tutti i tempi, tutte le esperienze vissute, tutte le azioni compiute.

            Nessuno di noi può pensare un concetto che non appartiene da sempre all’ASSOLUTO, creare un’opera non creata da LUI, da sempre e per sempre esistenti nell’ETERNO PRESENTE, nel non tempo che non ebbe inizio e non avrà mai fine perché l’ETERNO PRESENTE è l’assenza totale di un fluire, di un cambiamento. Ogni momento del nostro tempo è contenuto nell’assenza di tempo dell’ETERNO PRESENTE.

             L'ASSOLUTO E' tutti i mutamenti possibili già attuati.

            Se siamo contemporaneamente tutto, il nostro passato e il nostro futuro, ciò significa che tutti i nostri stati di coscienza, dal più limitato al più completo, cioè dallo stato di coscienza della particella elementare che compone i nostri atomi a quello dello Spirito, passando dagli stati di coscienza dei regni minerali, vegetali e animali, sono inclusi nella COSCIENZA UNIVERSALE. Così dobbiamo intendere il termine di “Spirito”, e quindi lo “stato” dello Spirito, come complessivo di tutti gli stati inferiori ciascuno dei quali è complessivo di quelli più limitati. 

             Ma il PENSIERO dell'ASSOLUTO può in nessun caso essere paragonato al pensiero dell'uomo. La mente umana, limitata nelle sue possibilità percettive, non ha la capacità di abbracciare contemporaneamente tutti gli aspetti del creato; essa deve osservarli uno dopo l’altro, dividendo così l’UNITA’ dell’ASSOLUTO-UNO il quale, non limitato, PERCEPISCE la globalità del proprio ESSERE in uno solo e ETERNO ISTANTE. Questa PERCEZIONE GLOBALE non mette l’accento su nessun particolare. Ogni elemento viene spontaneamente PERCEPITO e STIMATO a parità con gli altri e tutti si armonizzano in un TUTTO OMOGENEO e INDIVERSIFICATO. Nel capitolo “Mappa pluridimensionale”, descriveremo una meditazione in dispensabile per avvicinarsi, anche se sarà sempre da molto lontano, a questa forma di percezione globale in cui è possibile saggiare il “non tempo” e il “non spazio”.

          
                     
          

ORIGINE di ogni cosa, PADRE e MADRE contemporaneamente,

tutta la nostra fiducia può e deve essere risposta nell'ASSOLUTO.

          
                     
          

            Prima di essere Uomini siamo animali e come tali dobbiamo riappropriarci tre diritti fondamentali. Di fatto, ogni animale riceve, per diritto DIVINO, il cibo, il vestito e il tetto a lui congeniale. Gli animali non hanno bisogno di lavorare nei campi né di tessere i loro vestiti. Per il tetto, quelli che non lo trovano già fatto, nelle asperità del terreno o della vegetazione, hanno relativamente poco da fare per procurarselo. Per loro tutti i materiali necessari sono a disposizione. Non hanno nulla da inventare. Devono solo scavare o assemblare ciò che offre la natura.

          L'Uomo, animale fragile senza armi fisiologiche per difendersi né pellicce per proteggersi dal freddo o dal caldo, ha imparato a vivere in branco e a fabbricarsi armi e vestiti. A pensarci bene, questa nudità dell'Uomo è stata uno dei primi limiti che, proprio per la necessità di essere superato, lo ha spinto alla trasformazione, quindi a evolvere. Crescendo in numero e in necessità di sviluppo della “consapevolezza di sé” si è creato l'obbligo di dividersi i compiti. 

          Questa spinta iniziale ha portato l'Umanità a sviluppare la tecnologia che oggi conosciamo. Ma strada facendo l'Uomo ha perso la consapevolezza dei suoi diritti originali. Gli Uomini che non hanno perso la fiducia nell'ASSOLUTO si mettono in sintonia, per mezzo della loro intima convinzione di averne il diritto, con ogni cosa della quale hanno realmente bisogno. 

          Ogni Uomo ha il suo posto nella creazione ed è proprio la sua mancanza di fiducia a far sì che “non vede” ciò che gli viene di continuo offerto e il posto dove troverà la sua armonia, il totale appagamento dei suoi bisogni e dove potrà essere veramente utile a tutta l’Umanità. 

          Tanti pazienti che, attraverso la terapia pranica avevano armonizzato le loro energie, si sono visti offrire delle situazioni di lavoro o hanno stabilito dei legami affettivi del tutto inaspettati. Altri pazienti hanno visto il loro malandato legame affettivo o professionale rinsaldarsi mentre altri ancora hanno avuto la sorpresa di vedere le persone avverse svanire dalla loro vita. Il ruolo di ciascuno di noi, qualunque sia il suo livello di evoluzione è di "essere in armonia" con se stesso e con il posto e ruolo che la Vita gli ha attribuito. Quando abbiamo raggiunto questa Armonia, e solo allora, ci viene offerto un posto e un ruolo adeguato al nostro nuovo stato.

           E' la mancanza di fiducia a tagliarci fuori dal PIANO e dall'ARMONIA dell'ASSOLUTO.

          Come MADRE, l'AMORE dell'ASSOLUTO è uguale per tutti, senza distinzioni: belli o brutti che siamo, colti o semplici, giovani o vecchi, maschi o femmine, bianchi o neri, cristiani o mussulmani, ecc, ecc... Risentiamo in noi la realtà di questo AMORE MATERNO come desiderio di conservazione della propria identità. E' la convinzione di poter essere amati incondizionatamente per quello che siamo che fa sì che, nella nostra dimensione psico-fisica, pretendiamo di essere amati senza dovere assumere nessun atteggiamento di compiacenza. 

           Capiamoci bene su ciò che significa “AMARE”  a livello dell’ASSOLUTO.

           Per noi, nel piano relativo, essere amati significa ricevere la conferma di ciò che siamo, conferma esterna dovuta all’insicurezza di quello che siamo e che valiamo.

            L’AMORE DIVINO non è “valutazione” né “giudizio”. L’AMORE DIVINO E’ “ONNISCIENZA” della nostra perfezione relativa.

            L’AMORE DIVINO E’ “ONNICOSCIENZA” della limitatezza dei nostri strumenti percettivi.

            L’AMORE DIVINO E’ “ONNISAPIENZA” del nostro stato di “relativo sentire-percepire” contenuto in “sentire” sempre più ampi, tutti, dal più semplice al più esteso, contemporaneamente contenuti nell’ETERNO PRESENTE del SENTIRE ASSOLUTO che le SOMMA e le TRASCENDE.

           Come PADRE l'ASSOLUTO non impone la sua volontà ma sollecita in noi il desiderio di crescere e offre a ciascuno le stesse opportunità di accedere alla COSCIENZA UNIVERSALE. Risentiamo questo AMORE come desiderio di evoluzione, come aspirazione alla comunione degli Spiriti nel seno dell’ASSOLUTO

          Nell'Universo materiale questa spinta si esplicita con la naturale tendenza della materia ad aggregarsi in strutture sempre più complesse e sempre maggiormente capaci di produrre coscienza. E' l'AMORE PATERNO dell'ASSOLUTO che ci darà, per tutta la vita, la spinta alla ricerca, allo studio, alla trascendenza. Visto che il motore di ogni attimo della nostra vita è l'intima convinzione  di quello che meritiamo, è evidente che più avremo fiducia nella Vita e nell'INFINITO AMORE dell'ASSOLUTO, meno avremo bisogno di fare delle scelte e meno vivremo nella conflittualità.

           Per i nostri figli non pretendiamo dall'ultimo che sappia tutto quello che sa il primo, ciascuno sembra essere diverso e permettiamo a ognuno di crescere secondo il proprio tempo e la propria modalità. 

           Così è per l'ASSOLUTO

          Per LUI siamo tutti uguali e diversi nello stesso tempo. Uguali nell'eterno (non tempo) e diversi nel tempo relativo. L'acquisizione del concetto di ASSOLUTO contemporaneamente MADRE e PADRE e lo sviluppo della nostra fiducia nel PIANO DIVINO, dal quale fa parte tutta l'Umanità, opera in noi un profondo e sanissimo cambiamento. Questo concetto è probabilmente il più fondamentale fra quelli presentati in questo libro. Anzi, tutti gli altri servono esclusivamente a farci acquisire la certezza, nel senso di intima convinzione, della sua efficacia.

           Sono sempre più convinto che tutte le esperienze che la Vita e il Destino  ci propongono mirano a ritrovare questa totale fiducia nell'ASSOLUTO. Ogni esperienza ci offre l'occasione di dimostrare la nostra accettazione del PIANO. Più che accettazione si tratta di riconoscimento di ciò che realmente E' e questo riconoscimento si esprime con la nostra gioiosa partecipazione agli impegni che si offrono spontaneamente. L'essere consapevolmente e completamente immersi nell'impegno è l'espressione della nostra comprensione e della nostra sintonia con la COSCIENZA DIVINA

           Ciascuno di noi avrà avuto almeno una volta l'occasione di verificare questa affermazione. Sono questi momenti esclusivi dove siamo totalmente immersi in una situazione (la contemplazione di un tramonto, l'assorbimento in una musica che ci piace particolarmente, ecc...). Se nulla in noi desidera essere da un'altra parte né si chiede cosa fare per mantenere o riprodurre quest'istante, viviamo un momento di perfetta felicità.

          Quando raggiungiamo stabilmente questo stato, il compito è già superato e il Destino ci permette di passare ad un'altra sperimentazione. Così:

          
                     
          

Apriamo la nostra consapevolezza  all’ASSOLUTO PADRE (evoluzione)
ogni volta che riceviamo la conferma di essere totalmente
AMATI dall'ASSOLUTO MADRE
(conservazione).

          
                     
          

           La nostra difficoltà a raggiungere questo stato è dovuta alla nostra identificazione con le interpretazioni distorte della REALTA'. E' solo una questione di prospettiva. Noi, piccoli esseri umani, siamo le PARTICELLE DI COSCIENZA dell'ASSOLUTO che contemporaneamente, cioè nel non tempo, ad “ESSERE”, PERCEPISCE CONSAPEVOLMENTE ciò che “E'”.

          Noi, particelle di coscienza ancora inconsapevoli di noi stessi, dobbiamo perdere ciò che abbiamo per, attraverso la percezione e il dolore provocato da questa perdita, diventare coscienti di ciò che abbiamo e che “Siamo”. A questo servono le esperienze della vita, queste esperienze che sembrano fate per limitarci e farci soffrire: solo scontrandoci con le limitazioni esse possono essere superate e l'Essere diventare consapevole.

Finché non saremo svegli alla vera natura Olospirituale, dovremo perdere ciò che abbiamo per poterlo ritrovare consapevolmente.

Finché non saremo svegli dovremo ricevere degli scossoni per destare la nostra attenzione. 


          Quando la vita ci sorride, non siamo propensi a sacrificare la benché minima particella di piacere per allenare l'auto-consapevolezza e ciò fa sì che, quando la vita ci mette alla prova, stimola il nostro risveglio, ci troviamo completamente disarmati e ci lagniamo ch'essa sia cattiva con noi. Ricordo di nuovo che tutti i concetti presentati in questo libro servono a farci superare queste errate interpretazioni.

          L'ASSOLUTO non ci ha abbandonati a noi stessi senza mezzi per ritrovare la nostra vera natura. EGLI ci guida verso casa per mezzo del Destino , dell'intuizione e della totalità del "non Io". 

          L'ASSOLUTOE'” e nessuna delle nostre concezioni può modificare la sua natura. 

          L'ASSOLUTO è l'essenza di tutto quello che conosciamo e di quello che ignoriamo. E' la trama che si nasconde sotto l'illusione della realtà fisica del cosmo. E' la sorgente di ogni conoscenza, di ogni informazione e di ogni aspirazione.

          Come abbiamo già accennato nella premessa, è di “assoluta” necessità superare la concezione di un Dio fatto a immagine e somiglianza nostra (antropomorfo).

          L'ASSOLUTO esiste al di là del tempo e dello spazio. EGLI è “eternità”, cioè non tempo, e “infinito”, cioè tutti i luoghi contemporaneamente, il che significa che non possono esistere spazi al di fuori di LUI.

           L'ASSOLUTO è tutto quello che esiste. Nulla può essere concepito al di fuori dell’ASSOLUTO perché, nel caso contrario, EGLI non sarebbe più tale, cioè complessivo di tutto. 

          Non esiste nemmeno un centro dell'ASSOLUTO, EGLI non possiede un ego. L'ASSOLUTO è del tutto impersonale perché è “del tutto”, presente  e compiuto in ogni sua parte. 

           Non possiamo più dire “confido in TE ASSOLUTO” ma “confido nell'ASSOLUTO”.

          Non possiamo chiederGLI di fare qualcosa per noi o di darci forza, amore, comprensione o altro. Possiamo solo ringraziare la TOTALITA' per tutto ciò che, di continuo, mette a nostra disposizione e offrire a noi stessi la possibilità, cioè “darci il permesso”, di percepire sempre più ampiamente tutto quello che di continuo ESSA ci offre. 

          Non ci manca nulla per ricongiungerci con la TOTALITA'. Ogni cosa che vediamo intorno a noi; tutto ciò che entra in contatto con noi, ma anche tutto ciò che è apparentemente lontano e che sembrerebbe riguardare solo gli altri; ogni cosa che è successa, che succede e che succederà in qualunque parte del mondo e del creato universale; ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni messaggio della vita ci riguarda in modo imprescindibile ed esiste per darci la possibilità di riconoscere l'assolutezza dell'ASSOLUTO.

          Il Cristo, con la frase: "tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli è a Me che l'avete fatto.” esprime con potenza questo concetto dell'ASSOLUTO. E' una terribile illusione pensare di fare qualcosa per una specifica persona perché questo ci porta ineluttabilmente ad aspettarci qualcosa da questa persona. Invece, se riusciamo a considerare ogni singola persona, cosa o avvenimento come una manifestazione dell'ASSOLUTO, saremo liberati dall'attesa di un ritorno e riusciremo a percepire ciò che, automaticamente e immediatamente (senza mediazione), ci ritorna. La figura quattro aiuterà il lettore a sentire quello che diciamo.

          
                     


          

           Rappresentiamo l'ASSOLUTO con un cerchio che contiene tutto. Questo cerchio simboleggia tutto lo spazio e il tempo che possono esistere. Ciò vuol dire che nulla si può disperdere, ogni cosa esistente "è" e rimane per sempre nell'ASSOLUTO.

          Ogni cosa è contemporaneamente manifestazione e parte integrante del SUOSTATO DI ESSERE”. Noi stessi facciamo parte di questo spazio-tempo (il cerchio della figura) e, come tutti gli altri punti, siamo una manifestazione dell'ASSOLUTO.

          Quello che possiamo fare per la persona "A" per esempio, si riflette in realtà nell'ASSOLUTO (seguite la freccia) per tornare a noi. In questo caso la circostanza vuole che il ritorno da parte dell'ASSOLUTO sembrerà arrivarci da un'altra persona, il punto "B", che nella sua vita avrà la necessità di sperimentare il dare attraverso di noi.

            In altre situazioni, ciò che daremo alla persona "C" non ci verrà restituito da qualcuno ma verrà reso dall'ASSOLUTO stesso come intuizione o illuminazione.

            Solo in qualche raro caso, punto "D", avremo l'impressione di venire compensati dalla persona cui abbiamo dato. Ma anche in questa situazione la detta persona avrà solo il compito personale di darci un compenso da parte dell'ASSOLUTO sperimentando contemporaneamente la propria necessità di dare.

            Se ci fissiamo sul bisogno di ricevere un compenso dalla persona cui abbiamo dato ci chiudiamo totalmente alla percezione del vero ritorno che può avvenire, come abbiamo visto, da una qualsiasi altra persona, cosa o circostanza della vita ognuna delle quali è manifestazione dell'ASSOLUTO, e soprattutto ci chiudiamo all’immediatezza del ritorno.

          
                     


                      Questo concetto è di estrema importanza e sono convinto che ciascuno ne percepisce la portata. Qualunque cosa facciamo, in bene o in male(!), lo facciamo all’ASSOLUTO e quindi lo facciamo a noi stessi. Non dobbiamo più vergognarci di vivere con un giusto egoismo perché il giusto Amore per se stessi passa attraverso l’Amore per gli altri. Dando agli altri diamo a noi stessi; dando a noi stessi diamo agli altri. L’infinita GIUSTIZIA DIVINA è presente ovunque ed è sempre operante: mai viene almeno!          
                     
          

 L'ASSOLUTO E’.

EGLI E’ il PRINCIPIO PRIMO, l’INTELLIGENZA PRIMORDIALE:ETERNO, INFINITO, PERFETTO, IMMUTABILE.

La REALTA’ PRIMARIA dell’UNIVERSO E’ PENSIERO;

 “PENSIERO MEDITATIVO che contemporaneamente E’ e OSSERVA le sue infinite POSSIBILITA’ DI MANIFESTAZIONE”.

 Questo pensiero “ASSOLUTO”  è complessivo tutto ciò che può esistere perché tutto è, in LUI,

STATO di ESSERE” emanato dalla propria ESSENZA, mentre OSSERVA SE STESSO.

Perché questa MENTE-DIO-ASSOLUTO, SORGENTE di ogni cosa,

ci chiede di sperimentare la nostra Olospiritualità attraverso la materia e la sua dualità?

L’ASSOLUTO non ci chiede nulla. Noi siamo parte di LUI in quanto scheggia del SUO “STATO di ESSERE”.

Visto che l’ASSOLUTO E’ tutto ciò che può essere, manifestato contemporaneamente nel non tempo del SUO ESSERE,

nell’ETERNITA’ del SUO ESISTERE,

in un ETERNO PRESENTE che non fluisce,

e quindi che mai ha avuto un inizio né mai avrà una fine, noi siamo contemporaneamente tutto,

il nostro passato e il nostro futuro,
il bianco e il nero,
il bene e il male,
il più e il meno.
 
Questo ci porta logicamente a dire che:

 il processo di AUTOCONSAPEVOLEZZA dell’UNO
passa attraverso la molteplicità e la autolimitazione perché

non potendo avere un punto di riferimento fuori di SE
l’ASSOLUTO lo VIVE internamente.

L’Uomo è parte integrante della NATURA dell’ASSOLUTO come lo sono i regni minerali, vegetali e animale.

La sua fisicità, i suoi istinti, le sue emozioni, la sua mente materialmente limitata, le sue intuizioni,

le sue aspirazioni al progredire come le sue paure di lasciare il conosciuto,

tutto ciò fa parte dell’ASSOLUTO e quindi in ogni aspetto del creato denso o sottile si può trovare un insegnamento

SACRO e EVOLUTIVO.

Non c’è un prima o un dopo, non esiste una reale scala di valori, tutto,

per lo “STATO di ESSERE dell’ASSOLUTO” è REALTA’ INDISPENSABILE.

E’ superando le illusioni che l’Uomo, specifica autolimitazione dell’ASSOLUTO,

prende consapevolezza del suo ruolo nel processo di AUTOCONSAPEVOLEZZA

e ricrea o piuttosto mantiene lo stato di compiutezza del
l’UNITA’.

          
                     



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