|
SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto. |
| | | | | | | | | | | Il Destino: | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Certamente, l'ingiustizia che un Uomo commette verso un altro Uomo è sempre un'ingiustizia da parte di chi la commette e il suo autore non sfugge al castigo; ma poiché è inserita nell'ordine universale, non è ingiustizia in esso, neppure per colui che l'ha subita: perché così era necessario. Se colui che la subisce è buono, anche l'ingiustizia conduce, per lui, a un bene. Non si pensi però che questo ordinamento sia empio o ingiusto; esso assegna con rigore a ciascuno ciò che gli spetta; ma le sue ragioni sono occulte e a chi le ignora offrono motivi di biasimo. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Spesso l'Uomo affronta il tema del Destino con un senso di condanna, di punizione, di assenza totale di libertà. Questa percezione è dovuta alla limitatezza dei suoi strumenti attuali di osservazione: il corpo, l'emotivo e la mente. La mente, con il suo pensiero logico-razionale-lineare, non può percepire ciò che si trova al di là di se stessa e non può risolvere le conflittualità che esistono tra questi tre strumenti. Giacché le creazioni dell'Uomo sono limitate nel tempo e presto si guastano, ci aspettiamo che la creazione DIVINA segua le stesse leggi (la nostra solita tendenza a rappresentare Dio a nostra immagine). E' l'identificazione con il nostro corpo e la nostra psiche (emotivo e mentale), strumenti di espressione limitati nel tempo, nello spazio e nella loro densità materiale. che limita la comprensione della PERFEZIONE dell'ASSOLUTO. Il Destino non è una legge esterna impostaci da una qualche entità dal cuore impietrito che sente, in un angolo della sua mente duale, il maligno bisogno di punirci per le nostre limitatezze, i nostri errori, le nostre dimenticanze. Il Destino è l'espressione della nostra consapevolezza superiore, la voce del nostro Sé Divino, il nostro Spirito. Esso programma il nostro “divenire”, per riportarci alla piena consapevolezza, in funzione della Legge di “causa ed effetto”, espressione della perfetta Giustizia dell’ASSOLUTO. Questa Legge rappresenta per noi l’opportunità di capire, attraverso l’esperienza, l’entità degli errori commesse. Fuori della materia duale, cioè in questa parte dell’individualità non sensibile alle limitazioni della materia e della psiche, lo Spirito, perfettamente consapevole perché non duale, sa perfettamente ciò che le sue parti limitate hanno da svolgere. Poiché nulla di quello che succede nel mondo (se non nell'universo) è separato da noi, questo programma non riguarda solo la nostra propria individualità ma concerne, malgrado la sua unicità, tutta l'Umanità | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Ciascuno di noi è in assoluto il centro del proprio universo. Tutto quello che gravita intorno a noi è il perfetto strumento-maestro del nostro Destino. Essendo questo vero per ognuno, noi siamo contemporaneamente lo strumento-maestro del Destino altrui. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Questo è uno dei principali concetti della Spiritualità Olistica. La fisica moderna dimostra che nessuna parte dell'Universo è scollegata o indipendente dalle altre parti. Tutte le persone (animali, piante, cose o avvenimento) che incrociano il nostro cammino sono da considerare alla stregua di “Perfetti Strumenti-maestri del nostro Destino”. Nulla avviene per caso. Ogni circostanza della nostra vita ha una profonda e sacra ragione di essere. Ognuna è portatrice di un messaggio utile e indispensabile per la presa di coscienza della nostra limitatezza. Tutte le esperienze che ci troviamo a vivere servono esclusivamente a questo: | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Prendere coscienza della limitatezza degli strumenti fisici e psicologici al fine di ricreare l’armonia della nostra vera individualità e ricongiungerci coscientemente all’ASSOLUTO. |
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Come il postino che ha una missiva importante da rimetterci, il Destino, se non rispondiamo alla chiamata, dovrà bussare sempre più forte. Purtroppo, chi è identificato con la sua dimensione psico-fisica vede della Legge Universale soprannominata solo la prima parte. Tali persone si credono veramente il centro del mondo e pretendono che tutti gli altri agiscano come loro dicono sia giusto fare. Ma se rifiutiamo di ascoltare il postino o se fuggiamo l'impegno che ci propone, la vita si incaricherà di ricreare le esperienze negate finché non decideremo di metterci all'opera. Ciascuno di noi dovrà accettare e compiere l'impegno “liberamente predeterminato” da lui stesso nella sua dimensione Spirituale. Liberamente predeterminato! Ecco il paradosso che risolve le guerre tra i sostenitori del libero arbitrio e quelli della predeterminazione dei nostri destini. In quanto Spirito, siamo stati totalmente liberi di scegliere il Destino da compiere in terra. E’ importante capire questo termine “scegliere”. Non ha nulla da vedere con la capacità di scelta che sperimentiamo nella dimensione psichica. Non si tratta realmente di una scelta in quanto lo Spirito, in perfetta sintonia con l’ASSOLUTO perché sua emanazione, non si pone domande: esso sente intimamente, totalmente, senza la minima esitazione, ciò che ha da svolgere per proprio e universale conto. Una volta incarnati, l'Individualità che siamo diventati non può fare altro, per la propria gioiosa e pienamente appagante realizzazione, che mettere in atto ciò che il Sé superiore ha predeterminato per Lei. L’unica cosa realmente predeterminata è la nostra evoluzione: tutti raggiungeremo la Meta, l’ASSOLUTO, ma siamo liberi di scegliere la strada, il modo e i tempi per questo raggiungimento. La nostra libertà è minima all’inizio del percorso perché, non avendo consapevolezza, dobbiamo essere guidati. Tutte le strutture sociali e religiose sono servite a questo. Senza di loro non avremo mai trovato la strada. A mano a mano che si sviluppa la coscienza di se stesso e la consapevolezza di fare parte di un tutto inscindibile, la nostra libertà aumenta. Possiamo scegliere da soli ciò che ci pare più giusto sperimentare per raggiungere il buon fine. Quando abbiamo raggiunto un tale grado di consapevolezza, possiamo fare a meno delle leggi sociali e dei dogmi religiosi. Questo non perché siamo superiori, ci possiamo permettere di fare ciò che ci pare e quindi di fare del male agli altri, ma perché la nostra etica è diventata tale che ci risulta assolutamente impossibile assumere atteggiamenti che possano danneggiarli. Ricordiamo che la sofferenza è dovuta al fatto che l’Io, la personalità, persa la consapevolezza delle sue origini Divine, si crede più bravo dell’ASSOLUTO stesso nello scegliere il suo percorso di vita. Contemporaneamente al fatto di essere il centro del proprio Destino, siamo Strumento-maestro del Destino altrui. Ogni persona (animale, pianta, cosa o avvenimento) che incrocerà la nostra strada subirà da noi un'influenza perché entriamo a far parte del suo Destino. Noi siamo portatori di un messaggio a lei destinato. Noi siamo portatori di un insegnamento. Questo è il fondamento del fatto che in ogni relazione, ciascuno di noi si trova a essere diverso, cioè mutato nel suo comportamento dall’impatto psico-energetico della natura dell’altro. Ma non per questo dobbiamo arrogarci il diritto di “volere” far cambiare l’altro: l’efficacia dell’insegnamento che rappresentiamo per l'altro è nel nostro stesso “Stato di essere”. Volere cambiare un’altra persona è una violenza in contrapposizione al senso stesso dell’Amore. Ogni nostro progresso diventa un beneficio per la totalità dell'Umanità presente e futura (e anche per quella passata) come ogni disfatta le reca un danno. Questo concetto ci riporta automaticamente alle eterne domande: | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Perché viviamo? | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | A cosa serve la vita? Se l'ASSOLUTO è cosi perfetto, perché ci chiede di venire quaggiù a soffrire le pene dell'inferno? | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Insistiamo sul fatto che la sofferenza, di per sé, non esiste. Essa è stata creata dall'Umanità stessa per il fatto di essersi identificata con la dualità del suoi strumenti di sperimentazione più grezzi: la materia, le emozioni e la mente logico-razionale. La sofferenza è quindi un “segnale” del nostro inganno e la sua intensità è proporzionale alla densità dell'identificazione. In questo stato la sofferenza diventa “necessità”, “spinta” al risveglio. Cosa saremo senza il dolore? Come faremo a sopravvivere se il dolore della fame non ci spingesse a mangiare; se il dolore delle ferite non ci incalzasse a proteggerci; se il dolore del non ricevere amore non ci facesse capire la necessità di dare Amore? Senza la sofferenza la vita non sarebbe mai esistita, cioè sarebbe scomparsa sul nascere. Accettando la sofferenza, non supinamente ma in piena coscienza del suo ruolo e significato, noi evolviamo. Più saremo svegli e ascolteremo gli stimoli al cambiamento, fiduciosi di essere all’altezza di ciò che l’ASSOLUTO ci propone per mezzo degli altri e di qualunque avvenimento, meno avremo da soffrire. La sofferenza è anche un ritorno di ciò che, proprio perché siamo limitati nella nostra interpretazione del senso della vita, abbiamo seminato nel passato. Il Destino è quindi anche l'espressione della legge di causa ed effetto. Per la nostra cecità passata non abbiamo saputo rispettare gli altri e i nostri comportamenti errati li hanno danneggiati. Il FINE di tutto è la CONSAPEVOLEZZA UNIVERSALE dal quale facciamo parte. Nulla potrà rimanere irrisolto, cioè non inserito in questa CONSAPEVOLEZZA. La vita ci poterà quindi ad affrontare gli errori passati, non perché dobbiamo essere puniti ma per bisogno di conoscenza, assaggiando a nostra volta l'amaro che avremo fatto patire agli altri. C’è in questa LEGGE un infinito Amore ed è così giusta che anche il bene che avremo fatto ci ritornerà come forza e aiuto per superare le prove conoscitive. Inutile quindi sarà incolpare gli strumenti-maestri del nostro Destino di ciò che ci infliggono: ciò che ci arriva è una nostra imprescindibile necessità, necessità che mira al nostro vero bene. E' certo che questi strumenti-maestri, quando sono coercitivi, cioè quando agiscono per l’esclusivo tornaconto, lo fanno in modo malsano e accumulano delle cause che produrranno su di loro effetti negativi. Ma non tocca a noi erigerci a giudici prendendo a pretesto che la nostra ribellione nei loro confronti è a fin di bene, perché ci dispiace di vedere che si facciano del male. Dobbiamo solamente aprirci a recepire ciò che il loro atteggiamento significa per noi, la legge agirà senza il nostro intervento. In realtà possiamo e dobbiamo solo benedirli per l'opportunità che ci offrono di superare la nostra ignoranza e ribadire la nostra convinzione che anche loro saranno capaci di trovare la verità e usciranno dalla sofferenza. Ognuno è quindi strumento-maestro del Destino altrui. Non esiste una situazione esterna a noi che non ci possa insegnare qualcosa e il nostro dovere di Essere Coscienti è quello di rispondere con Amore e fiducia ad ogni chiamata. Basta condannare i potenti, gli intellettuali e gli scienziati, i ricchi e i ladri, gli stupratori e gli assassini, ogni male che pensiamo e diciamo di loro non fa altro che peggiorare la loro e la nostra situazione. Il pensiero è energia che colpisce, ricordiamo, e il male che pensiamo produce male. Non dico con questo che ciò che fanno di sbagliato sia giusto, ma non è neanche giusto ed efficace il nostro giudizio. Se ora risentono il bisogno di abusare del loro potere, che sia di posizione, di furbizia o di forza fisica, è perché loro stessi, in un’altra vita, hanno subito gli stessi abusi. La loro limitata consapevolezza, in quel tempo, ha impedito loro di capire che ciò che arrivava era un ritorno di soprusi di uguale entità che avevano usato su altri in tempi ancora precedenti e non hanno saputo “perdonare”. Così si sono portati nel cuore un incosciente bisogno di vendicarsi e quando la loro situazione di vita lo ha permesso, piuttosto che fare del bene, hanno mosso la loro vendetta. Il potere, l’intelligenza, la ricchezza, la furbizia, il vizio e la prepotenza sono prove evolutive molto più impegnative della sottomissione e della povertà. Il sottomesso, attraverso la sofferenza, può raggiungere la capacità di perdonare; il potente prepotente “no”, perché non percepisce il sottomesso come una prova per la sua capacità di amare ma come prova del suo potere. Non prendo la difesa di nessuno, voglio solo ridimensionare le colpe ed evidenziare le conseguenze. Lasciamo alla LEGGE il compito di riportare sulla giusta strada chi ha sbagliato, noi possiamo solo, ed è un comportamento estremamente benefico, proiettare su di loro la nostra fiducia che troveranno la consapevolezza e la forza di cambiare direzione, che sapranno da soli redimersi. Con questi concetti tengo a riabilitare ogni cosa esistente. Possiamo fidarci dell’ASSOLUTO, ciò che ancora esiste, ciò che fa parte della nostra vita quotidiana ha una sua funzione, non c’è nulla di sbagliato. La nostra giusta partecipazione al miracolo della vita e dell’evoluzione umana consiste nel dare amore e fiducia, fiducia nell’Uomo e nel processo della crescita. Qualunque atteggiamento coercitivo ritarda l’evoluzione degli altri e la propria. Alla domanda: a cosa serve la vita? risponderemo paradossalmente: | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | “La vita serve ad osservare, conoscere, comprendere e sperimentare il senso profondo della vita stessa”. Nessun atto della vita quotidiana è “fuori” della nostra esperienza spirituale. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | Capiamo il turbamento che tale risposta possa provocare. Questo è un altro dei concetti importanti della Spiritualità Olistica. Nello stato attuale della nostra evoluzione questa è la più alta intuizione che abbiamo potuto raggiungere. Con ciò non pretendiamo certo di avere esposto la verità, ma la verità, come è dimostrato dalla fisica quantistica, si nasconde dietro al “paradosso”. Tutto è necessario, tutto è indispensabile, tutto è transitorio, dicono le filosofie orientali. Non esiste il “caso”. Dietro a ogni esperienza si cela una nostra necessità, una conoscenza di cui abbiamo bisogno. A nulla serve fuggire da questa sperimentazione proposta dalla vita perché essa rappresenta per noi il passo indispensabile da compiere per raggiungere un successivo gradino di consapevolezza. Una volta raggiunta tale consapevolezza, è inutile aggrapparvisi per goderne il più a lungo possibile, perché tutto è transitorio. Ogni meta raggiunta diventa una piattaforma da cui assicurare il passo verso una nuova, più alta meta. La realizzazione primordiale della vita non è di essere felici o in buona salute, o di essere ricchi e famosi; nulla di tutto ciò ha una reale importanza. Tutto ciò serve solo da “campo di espressione, di osservazione, di comprensione e di sperimentazione della nostra vera Natura Olospirituale”. Finché non approfitteremo dello svolgere della vita quotidiana, accettandola per quello che è, per osservare, al di sotto delle dinamiche fisiche, emotive e mentali, quali sono le leggi della Natura Umana e come queste si fondano perfettamente con le LEGGI DIVINE, noi continueremo a soffrire. Il nostro Destino può essere paragonato a un promemoria degli impegni da svolgere. Come facciamo per la nostra settimana di lavoro, scrivendo sull'agenda, giorno dopo giorno, gli appuntamenti e i compiti, per ricordarsi ciò che c'è da fare quando siamo stanchi o sopraffatti dagli impegni, il nostro Destino si dà personalmente l'impegno di ricordare alla nostra mente, oramai limitata dalla materia e dall'illusione, i compiti da Noi stessi prestabiliti. Quindi, stabilito questo programma, la parte dello Spirito che si esprime attraverso la materia si deve mettere all'opera. Durante il corso della nostra vita ci sentiamo spinti a compiere certe scelte, certe azioni, in un modo apparentemente irrazionale. Sono ispirate dalle intuizioni superiori che molto spesso entrano in conflitto con ciò che ci ha insegnato la nostra cultura o la nostra morale religiosa e ciò che ci detta la mente (logico-razionale). Il Destino - voce del Sé, nell'intento di riportarci verso casa: la consapevolezza di chi siamo in realtà, ci indica, attraverso l'intuizione e gli incontri della vita quotidiana, qual è la giusta via da seguire. Gli incontri, le difficoltà, come i momenti felici; ogni cosa che succede è sempre perfettamente adatta a ciò che siamo oggi, al momento evolutivo che stiamo vivendo e all'esperienza che dobbiamo affrontare per rivelare a noi stessi ciò che realmente siamo. E' di vitale importanza non considerare la vita che si offre a noi come una punizione né come una ricompensa. Meglio sarebbe considerarla alla stregua di un insegnamento scolastico con le sue lezioni, i compiti e gli esami (prova e verifica). Abbiamo ipotizzato che il nostro stato attuale sia dovuto alla dimenticanza della reale natura olospirituale provocata dall'ottusità e dalla dualità della materia attraverso la quale l’Io, al quale siamo identificati, si esprime. Il Destino (nostro perché scelto da noi nella nostra dimensione olospirituale) ci dà l'occasione di imparare, di sperimentare e di dimostrare (a noi stessi) di avere acquisito e stabilizzato la ritrovata coscienza della nostra vera natura. Quando finiamo un anno scolastico, prima di essere promossi per accedere alla classe successiva, cioè ad un'altro livello di studio, dobbiamo dimostrare (non per il piacere degli altri ma per il proprio bene), di avere acquisito le giuste conoscenze. Sarebbe una vera cattiveria farci passare nella classe successiva se non avessimo acquisito le cognizioni dell'anno scolastico svolto (cioè ascoltato le lezioni e fatto i compiti), poiché non saremmo in grado di assimilare insegnamenti ancora più complessi. Quindi l'esame serve a verificare (per il nostro bene) se abbiamo assimilato il bagaglio adatto a proseguire il nostro percorso. Le prove che il Destino ci offre hanno esattamente la stessa funzione ed è di estrema importanza convincersi che l'esame di vita è sempre a nostra portata. Perché? Perché come abbiamo detto nell'introduzione, se l'ASSOLUTO è veramente tale, nulla può essere sbagliato nella creazione. Quindi l'ASSOLUTO, nel suo infinito AMORE PATERNO e MATERNO non può avere alcuna necessità, o il primario desiderio, di punirci. Qual è, nella vita comune, la differenza tra le persone convinte di questa saggezza dell'ASSOLUTO e del Destino e quelle che continuano a vivere secondo il vecchio concetto del Dio castigatore dei figli cattivi? Continuando a vivere nella paura di essere inadeguati alle situazioni, o che una qualche forza sia sempre pronta a punirci, ci troveremo nella stessa situazione di quelli che vanno a passare un esame con la paura di non essere all'altezza o con la convinzione di essere bocciati da un qualche insegnante ostile. Affronteremo l'esame sfruttando solo una piccola percentuale del nostro sapere e quindi ci troveremo nell'impossibilità di superarlo. Invece, coloro che hanno fiducia affronteranno l'esame con maggiore tranquillità, e al momento decisivo, potranno sfruttare, se non tutta, la quasi totalità delle loro conoscenze e delle esperienze accumulate. Il Cristo diceva ai suoi apostoli: ”fidatevi, non riflettete su ciò che avrete da dire né su quale sarà il momento giusto per parlare. Quando sarà, lo Spirito Santo scenderà su di voi”. Lo Spirito Santo, per noi, sarà la giusta apertura mentale che ci permette di lasciare riaffiorare le cognizioni acquisite e, oltre a questo, di ascoltare la nostra intuizione. E' evidente! Il risultato raggiunto sarà molto diverso che nel caso precedente. Superando l'esame senza troppa difficoltà acquisteranno maggiore fiducia in loro stessi e nella vita e così si troveranno, successivamente, più sereni e disponibili e quindi più efficaci nell'azione. Nell'altro caso, afflitti dalle disfatte, l'impegno diventerà sempre più duro e la convinzione che il destino sia contrario crescerà a dismisura, facendo sì che ogni nuova proposta della vita sembrerà maggiormente difficile, fino a diventare insormontabile. Per i fiduciosi il potenziale di energia cresce esponenzialmente il che vuol dire che più saranno in armonia con il Destino amico, maggiore sarà l'energia a disposizione relativamente all'impegno. Il citato consiglio del Cristo ci conferma che in noi esiste una voce superiore. Essa è la voce del nostro Spirito che, per mezzo del Destino, ci ha portato lì dove possiamo sperimentare ciò che più ci serve e, fiduciosi di questa consapevolezza, non dobbiamo lasciarci paralizzare dalla nostra ragione che, costruita sulle esperienze precedenti (esperienze male interpretate) tenta di farci agire diversamente. Quando ascoltiamo questa voce, cioè quando esprimiamo fiducia nel piano dell'ASSOLUTO, non dobbiamo più patire i turbamenti della scelta. Fidandoci, delle innumerevoli possibilità inizialmente offerte, solo una rimarrà, e questa sarà quella giusta per noi. Abbiamo accennato in precedenza che l'Universo è strutturato a rete neuronale. Miliardi di miliardi di particelle riescono a mantenere un perenne stato di equilibrio, ciascuna riassestando la propria carica energetica in funzione delle variazioni di cariche delle altre particelle. Il pensiero analogico ci permette di supporre che il Destino di ogni singola persona ha la stessa capacità di sincronizzarsi con il Destino altrui. Da millenni le filosofie Orientali e quelle Occulte asseriscono che tutte le forme di vita sono interdipendenti. E' certo difficile per noi, possessori di una mente così ristretta, immaginare come miliardi di Destini possono essere così perfettamente intrecciati in modo tale che ciascuno sia, senza violare la libertà Olospirituale di ognuno, il perfetto strumento degli altri Destini e che ciascuno di essi sia così intimamente dipendente dagli altri. E' importante ritrovare questo senso di compenetrazione dei Destini e di compartecipazione all'esistenza di un unico organismo: il Cosmo fisico e Spirituale. Senza tali convinzioni continueremo a moltiplicare le divisioni e ad aumentare le distanze tra gli esseri. | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
|
|
| |