SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon

      Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto.

          

L'esperienza terapeutica: 

          
                     
          

          La vita è un continuo evolversi di situazioni, una continua ricerca di qualcosa di nuovo, una spinta alla crescita. 

          A vent'anni non sopportavo l'immagine di me stesso. Fisicamente e psicologicamente mi odiavo. Non ero capace di socializzare, nessuno mi voleva, nessuno mi amava (!!!). I miei centonovanta centimetri di altezza erano spaventosi e non sapevo come né dove nasconderli. L'incontro con la danza classica fu un’illuminazione, mai avevo pensato a questa disciplina e quando cominciai a seguire dei corsi di danza, per migliorare il mio aspetto sul ghiaccio perché all'epoca mi allenavo da solo a pattinare, non avevo previsto di innamorarmi. Rinunciai all'università e mi dedicai totalmente a questa attività che per me rappresentava l'unione tra sport e arte. Solo col passare degli anni mi sono reso conto di quanto questa scelta fosse stata, intuitivamente, una scelta auto-terapeutica

          L'associazione di musica, di interpretazione teatrale e mimica e di attività fisica, con la continua ricerca dell'equilibrio, dell'armonia e della leggerezza, hanno avuto su di me un effetto estremamente benefico. Questa disciplina mi ha insegnato molto sulla natura Umana e sul beneficio dell'auto-disciplina non violenta. Di fatto, all'epoca, durante un stage, l'insegnante mi ha detto: "devi imparare a lavorare riposandoti”. Devo dire che ho impegnato molto tempo per capire questa affermazione.

          Parallelamente ho scoperto l'energia delle piramidi che uso oramai da ventisei anni. Essa è di grande aiuto nella ricerca evolutiva perché facilita i processi di rilassamento psico-fisico e il distacco fra il corpo fisico e quelli energetici. Uso ancora oggi una grande struttura, fatta di sei piramidi incastrate, appesa sopra il lettino delle terapie. Spesso, quando sono stanco e ho un attimo di libertà, mi siedo o mi sdraio a meditare immerso nell'energia di questa struttura. Il beneficio è veramente notevole.

          Meditare! questa è un'altra esperienza che è venuta a fare parte della mia vita mentre ballavo, in Belgio, al “Ballet Royal de Wallonie”, nell'ottanta. Da tempo meditavo da solo, seguendo consigli incontrati nei libri di filosofia Orientale che ero solito leggere all'epoca. Di fronte alla comparsa di fenomeni che non conoscevo e che temevo di non poter gestire, ho seguito la piccola iniziazione della Meditazione Trascendentale che ho praticato per dieci anni.

          In vent'anni di danza classica e moderna ho subito centinaia di trattamenti per riparare i danni fatti al mio corpo. Strada facendo ho scoperto di avere una particolare sensibilità per le arti manipolative e spesso mi trovavo a massaggiare i miei colleghi di danza per aiutarli a risolvere i loro problemi. Il fatto è che noto presto di risentire, dopo avere fatto un massaggio, gli stessi sintomi della persona trattata. E' stato il caso (o non!) a farmi incontrare, a una serata tra amici, un pranoterapeuta con il quale mi sono messo a parlare di questo fenomeno. Egli mi spiegò che avevo probabilmente la capacità, se assorbivo le energie malsane dei miei amici, di trasmettere loro anche un'energia curativa.

          Diventando Pranoterapeuta pensavo di dover lavorare sul corpo e sulle sue patologie. Ma presto ho dovuto notare che in gran parte delle persone che venivano da me scattavano imprevisti cambiamenti, non fisici, ma psicologici. Dopo una terapia, oppure dopo cinque o dieci sedute, alcuni pazienti esprimevano l'enorme sorpresa di avere delle reazioni più pacate e più sane di fronte ai problemi della vita. Invece della solita paura, della rabbia o del senso di impotenza che solitamente caratterizzava il loro comportamento, avevano notato di essere più presenti e più efficaci nell'affrontare le esperienze quotidiane. Di fronte a questi fenomeni ho cominciato a interrogarmi, a chiedermi in quale misura la pranoterapia aveva potuto provocare, o stimolare, tali trasformazioni. 

          Da quasi vent'anni avevo iniziato un mio personale cammino di ricerca interiore. La mia indagine esistenziale e l'impegno terapeutico sono strettamente legati a un'esperienza vissuta personalmente: la proiezione della coscienza fuori dal corpo. Questa esperienza mi è avvenuta in un periodo della vita in cui avevo pochissima coscienza della dimensione spirituale. Avevo ventuno anni e studiavo danza classica al “Centro internazionale di danza Rossella Hightower” a Cannes, in Francia. 

          Una sera, per giuoco, con tre amici del centro, abbiamo messo le mani su uno sgabello nel tentare una seduta medianica. Nessun di noi ci credeva sul serio. Da parte mia ipotizzavo l'esistenza dell'energia elettromagnetica del corpo umano e che questi, perché no, fosse capace di “calamitare” la materia. Dopo un po' di tempo, visto che non succedeva nulla, ho cominciato a controllare il respiro. Devo dire che non ho ancora capito come mai mi era venuto tale pensiero. Il fatto è che, dopo una mezz'ora di questo esercizio, ho cominciato a percepire una strana vibrazione nei mignoli, dita collegate ai miei compagni di catena energetica. Nulla di fisico si muoveva; la sensazione era interna e stavo lì a guardare, affascinato da questo strano fenomeno. Progressivamente queste vibrazioni si sono ampliate in due forti correnti che risalivano lungo le braccia. Quando si sono congiunte a livello delle spalle, tutto è successo molto velocemente. La potentissima corrente venutasi a creare dall'unione delle due iniziali è scesa d'un colpo fino alla base della spina dorsale per risalire, ancora più velocemente, verso il cranio. Dopo questo? Tutta la mia consapevolezza galleggiava sotto il soffitto della stanza: non ero più nel mio corpo, esso era sempre seduto vicino allo sgabello, formando la catena con gli altri. Il mio spavento è stato così forte che mi sono sentito precipitare giù per ritrovarmi in un corpo diventato d'un colpo molto strano: volevo muovere le dita, volevo alzarmi, ma i nervi e i muscoli non rispondevano ai miei ordini. E' stata necessaria una ora per ritrovare il controllo delle mie funzioni. 

          Non sono mai stato capace di riprodurre questa esperienza e mi sembra evidente di avere inconsapevolmente sfruttato l'energia dei miei compagni. Dopo qualche mese di vani tentativi ho capito il senso dell'accaduto: questa sola esperienza era bastata per risvegliare in me la convinzione che lo Spirito può sopravvivere, almeno per qualche minuto nel caso di questa esperienza, separatamente dal corpo.

          Il distacco dal corpo è stato lo “shock” che mi ha svegliato, che mi ha fatto ricordare tanti sogni infantili, tante domande che erano rimaste senza risposte e senza interpretazioni le quali mi hanno anche portato alla riscoperta del concetto della reincarnazione. Se oggi non mi permetto di affermare la sua realtà è perché, tanto nella mia vita quotidiana che nel mio lavoro terapeutico, ritengo indispensabile rispettare il concetto spirituale di ciascuno essere. Affermare un concetto significa rifiutare a priori un'ipotesi diversa e quindi negare la visione degli altri. Questo atteggiamento, lo sappiamo, crea solo conflittualità e disarmonia.

          Spinto dalla necessità di trovare una spiegazione al fenomeno paranormale del distacco dal corpo, mi sono interessato allo studio delle filosofie occulte e delle filosofie orientali e il mio naturale interesse per le scienze mi ha permesso di evidenziare le similitudini esistenti tra queste diverse concezioni. 

          Alla luce della forte probabilità che la nostra consapevolezza possa sopravvivere al di fuori del corpo, ho capito che non siamo un sistema biologico animato da una psiche, cioè da un qualcosa di mentale ed emotivo, ma che siamo invece Spiriti che debbono esprimersi e lavorare attraverso un corpo fisico, un campo emotivo e uno strumento mentale. 

          Diventato terapeuta, e ricevendo di nuovo lo stimolo ad indagare la natura Umana oltre la sua dimensione fisica e psicologica, sono arrivato, aiutato dai Maestri ispiratori che sono la vita stessa e le intuizioni ad essa collegate, a ipotizzare che l'energia vitale scaturita dalle mani del terapeuta va, in qualche modo, a potenziare il nucleo originale di ciò che siamo, cioè la nostra parte Spirituale, e Gli permette di esprimersi con maggiore efficacia, attraverso l'Anima e l'inconscio, verso il conscio e il mondo esterno. Questo movimento di apertura ci rende più consapevoli dei nostri reali potenziali e delle nostre doti. In altri termini possiamo dire che la compattezza dei filtri che separano il conscio dall'inconscio, l'inconscio dall'Anima e quest'ultima dallo Spirito-Sé, viene allentata dal prana e che questa apertura permette ai contenuti dell'inconscio, dell'Anima e dello Spirito di esprimersi con maggiore forza verso l'esterno (il conscio e il mondo). L'esperienza mi ha dimostrato che ad agire e a produrre qualunque trasformazione nella nostra vita è “l'intima convinzione” di quello che possiamo o che ci meritiamo di essere. 

          Comunque, questa apertura tra le diverse sfere di esistenza permette l'espressione di maggiori qualità, ma essa permette anche l'espressione di aspetti caratteriali meno graditi. Quando il lavoro terapeutico viene portato avanti nel tempo le rabbie, le intolleranze, le paure, le depressioni, le fobie che si credevano superate o i problemi psicologici che avevamo rimossi vengono alla luce. Questo potrebbe sembrare tutt'altro che terapeutico ma il libro "La Grande Riconciliazione" è stato scritto appositamente per spiegare il beneficio di tali rivelazioni.

          Per non rimanere feriti o spaventati da queste scoperte, è di vitale importanza imparare a conoscere l'inconscio e le leggi che lo muovono e il significato dei suoi contenuti. 

          L'inconscio non contiene solamente le nostre ferite psicologiche e i sentimenti che non ci permettiamo di esprimere, ma è la memoria profonda di tutte le esperienze vissute. 

          Per la psicologia Olospirituale non esistono esperienze negative, esistono solo esperienze male interpretate. L'inconscio non contiene mostruosità che non possiamo mostrare. 

          Il “bruto” che è in noi non è quello che siamo, ma ciò che attraverso la vita e l'educazione, ci siamo convinti di essere e che, oramai inciso nell'inconscio, agisce per conto proprio.

          




HOLOS- Spiritualità Olistica-2006