Celebrazione

Oh Spirito ASSOLUTO, contemporaneamente emanatore e somma trascesa di ogni cosa, Spirito Eterno, immutabile poiché comprensivo di ogni possibile mutamento;

Tu che, in virtù della Tua onnipresenza, vivi in ogni mia particella fisica e psichica come vivi in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni persona, qualunque sia la sua razza, sesso, religione o non religione;

Tu che, per merito della Tua onniscienza, conosci da sempre e per sempre ogni mio pensiero, ogni sentimento, ogni paura, limite, aspirazione e per questo non mi giudichi mai perché tutto ciò fa parte del Tuo perfetto piano per costruzione della coscienza;

Tu che, per il fatto della Tua onnipotenza, agisci su di me, in me e tramite me senza mai costringermi a nulla perché mi hai dato questo Tuo potere di agire in modo che impari ad usarlo per rivelare la magnificenza del Tua onnicomprensiva Esistenza;

Tu che, per questo, non hai nessun figlio prediletto ma prediligi tutti i Tuoi figli;

Spirito ASSOLUTO, ora che ho finalmente percepito un’infima scheggia della Tua reale natura, io non Ti chiedo nulla poiché so che da sempre tutto mi dai;

Spirito ASSOLUTO, avendo compreso la Tua onnipresenza, io mi ripropongo in ogni momento di abbandonarmi alla Tua divina Provvidenza, consapevole che questo non significhi essere passivo ma ben al contrario pieno di vita, di saggezza e di gioia;

Avendo inteso la Tua onniscienza, io mi ripropongo di continuo di non più perdermi in innumerevoli domande ma di finalmente mettere a tacere questa confusa e limitata mente per ascoltare le risposte che in ogni modo e da ogni tempo Tu mi dai;

Avendo inteso la Tua onnipotenza, io mi ripropongo in ogni istante di alzare il vello della mia cecità e di finalmente afferrare questa Tua mano che da sempre mi porgi alfine di seguire la Tua strada;

Superata l’illusione del bene o del male, della salute o della malattia, della notorietà o della discriminazione, tutti frutti della mia limitata percezione della Tua e mia reale natura ma nello stesso tempo sacri strumenti del risveglio della mia coscienza,

io mi permetto di dare e di amare senza paura per la mia condizione di vita perché so che in Te non esistono né morte né sofferenza;

io mi permetto di proclamare la tua Magnificenza senza dover dire nulla ma semplicemente vivendo in me, consapevolmente, questa incrollabile convinzione;

io mi permetto di essere l’umile e gioioso portatore e messaggero della Tua eterna benevolenza.


SPIRITUALITA' OLISTICA - Lucien Bruchon

      Oltre l'apparente diversità siamo tutti uguali, tutti, imprescindibilmente, parti dell’Assoluto.

 Pensieri da Meditare 

Vedi anche:  PROGRAMMAZIONI EVOLUTIVE

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Inserito 15/09/2011       Categorie: L’altro nel concetto di “Assoluto”
l’Assoluto, o il Tutto come preferite, è composto da “Io” e da tutto ciò che “non è Io”, “non è me” cioè: * Assoluto = Io + Non Io *. Matematicamente si vede dunque che “Io” è uguale a “Assoluto” meno “Non Io” cioè: * Io = Assoluto – Non Io *. Il “non io” è tutto ciò che è fuori da me, tutto ciò che considero diverso ed esterno a me ma nella “concessione del Tutto” ciò che è esterno a me è semplicemente un riflesso di ciò che non vedo di me, che non conosco o non capisco e quindi che mi impedisce di essere completo, perché nascosto nel profondo del mio inconscio. Il meccanismo dell’Evoluzione fa sì che inizialmente la parte coscia è piccolissima e quella inconscia molto grande. Man mano che evolvo, cioè man mano che imparo dalle esperienze e che divento più consapevole della nature e del senso della vita la parte conscia cresce e quella inconscia diminuisce fino a, si spera, scomparire completamente. Così, in fase iniziale, la parte creativa più potente risulta essere quella esterna (proiezione di quella interna nascosta) e quindi mi sento manipolato dalla vita, dalle situazioni, dall’altra gente. Soffro perché subisco, perché sono vittima degli eventi e degli altri. Diventando più consapevole la potenza creativa della propria vita passa progressivamente sotto i comando del conscio e riesco a fare della mia vita sempre più spesso ciò che ne voglio fare. C’è una differenza notevole tra l’essere consapevole e l’essere colto, sapiente. La sapienza può essere solo di testa, di accumulo di conoscenze, ma queste non scendono obbligatoriamente nel cuore, non diventano obbligatoriamente nuovi e sani istinti di comportamento anche perché le nostre conoscenze, quanto numerose e maggiori possono sembrare in rapporto al passato, sono sempre estremamente limitate. Così, in fase intermedia, credo di potere creare come voglio me devo constatare che così non è perché, in realtà, è sempre la parte inconscia che agisce, parte inconscia dove, per decenni e senza saperlo ne volerlo, ho caricato ingenti quantità di energie negative corrispondenti alle errate interpretazioni che ho fatto del senso della vita e dei comportamenti altrui. Il “Più so e più so che non so” è all’ordine del giorno della persona in via di evoluzione, e si arriva un giorno a capire che di tutta questa inconsapevolezza, di tutti questi comportamenti sbagliati, di tutta questa carica di negatività non c’è nessuna colpa: tutto ciò fa parte del processo dell’evoluzione. Non esista la colpa degli altri: è la nostra limitata consapevolezza che agisce attraverso la proiezione fuori di noi di ciò che non vediamo e ci limitiamo ancora di più ogni volta che dichiariamo colpevoli gli altri . Non esiste la colpa nostra: siamo esseri ancora limitati e ci limitiamo ancora di più ogni volta che ci dichiariamo colpevoli. Da lì il concetto di “imparare dalle esperienze, imparare a conoscere se stessi attraverso le esperienze” che apparentemente vengono dall’esterno perché in realtà stiamo semplicemente comunicando con noi stessi, ci stiamo insegnando, proiettandolo all’esterno, ciò che siamo realmente al fine di ricostituire la nostra sacra unità persa o dimenticata. Da lì il concetto di cogliere le sollecitazioni della vita, non come danno, o cattiveria, o sfiga, o vendetta di un dio irato, o incapacità nostra, ma come opportunità di conoscere ciò sul quale abbiamo ancora da lavorare. Il senso di “opportunità” cambia completamente l’approccio con la vita, sia nostra che quella degli altri, dei nostri figli, dei bambini che nel mondo subiscono violenze e fame, delle donne dominate e violentate, degli uomini che hanno conosciuto solo la guerra e che non sanno fare altro che rubare e stuprare le donne. Il senso di opportunità fa sì che possiamo dire a noi stessi e agli altri: ce la possiamo fare, possiamo superare questa difficoltà, questa sofferenza, questa malattia perché non esiste nessuna forza che ce l’ha con noi, che ce l’ha “contro di noi”. Non esistono quindi “incapacità”, esistono solo capacità non ancora raggiunte. Dichiararsi incapaci, o dichiarare gli altri incapaci è affermare l’impossibilità, per oggi e per il futuro, di acquisire nuove capacità, capacità che, onestamente, si capisce di non avere ancora nelle nostre corde. Constatare onestamente di non essere perfetti, di avere dei limiti; dire: “è vero, fino a oggi non sono riuscito (l’altro non è riuscito) a fare tale o tale cosa e non l’ho (l’ha) fatta semplicemente perché non avevo (aveva) ancora acquisito questa capacità” mi permette di aggiungere: oggi cosa si può presentare di nuovo, quale nuova capacità la legge dell’evoluzione mi farà (gli farà) acquisire. L’incoraggiare, il dare fiducia, il fare scoprire capacità ignote, l’aprirsi e aprire l’altro alla percezione e all’accoglienza degli effetti sani della legge dell’evoluzione cambia un’infinità di cose nella nostra vita e nella vita degli altri.

Fare o non fare?

Inserito 05/09/2011       Categorie: Risveglio
Ogni piccola cosa che possiamo fare o dare per costruire un mondo migliore la dobbiamo fare o dare con la consapevolezza che è utile e necessaria. (Sabina Scherlippens) L’essenziale è di intuire l’efficacia dell’azione o del pensiero che si vuole mettere in atto perché una volta caricata e potenziata l’energia necessaria per rompere la forza d’inerzia di ciò che esiste già non sarà possibile di fermare facilmente il movimento. Ciononostante si deve trovare il coraggio di tentare, non dobbiamo fare come l’asino di BURIDANO che morente di farne e di sete e messo di fronte all'acqua e all'avena, non seppe cosa scegliere e morì. La vita serve a comprendere attraverso la sperimentazione. Solo gli esseri vicini alla perfezione possono (e sanno) imparare attingendo all’esperienza degli altri. Ciò è possibile perché hanno espanso il loro ego al punto di sentire la vita di ogni essere parte integrante della propria.

IL RUOLO DELL'UMANITA'

Inserito 05/09/2011       Categorie: IL RUOLO DELL'UMANITA'
Non vorrei fare il guasta festa, sostengo da sempre, e non sono l'unico anche se siamo in pochi ad avere il coraggio di affermarlo, che il mondo non è fatto per evolvere verso una perfezione globale ma che esiste come luogo di , chiamiamolo, "rinascita della Coscienza". Non teorizzo sul destino del mondo, mi accontento di osservare ciò che è ed a cosa è servito fin'ora. Le mie osservazioni mi hanno fatto capire che dalla notte dei tempi sono esistiti grandissimi Maestri che hanno portato messaggi meravigliosi di amore ma che, malgrado una sensibilità e un'amorevolezza che nessuno di noi, in questo periodo, ha la capacità di uguagliare, nessuno di questi saggi ha salvato l'umanità nel suo insieme. Insisto a dire che la Coscienza Universale non potrebbe esistere senza l'assenza di coscienza, che il mondo manifesto è una piccola parte del TUTTO e che serve proprio come luogo in cui lo spirito Assoluto si dimentica di se stesso per poter, attraverso il ricordo nostalgico di una perfezione un tempo conosciuta, ritrovare la coscienza di se e potere così sapere chi E'. Certo, uso dei termini molto riduttivi, ma come potrebbe essere diverso visto che siamo esseri relativi che tentano di parlare dell'Assoluto, con un linguaggio poverissimo di termini adatti a descrivere l'immateriale e il multidimensionale. Devo usare il concetto di tempo lì dove non esiste perché l'Assoluto, per essere tale, deve essere da sempre e per sempre comprensivo di tutto ciò che può essere e quindi esistere al di fuori del tempo, cioè essere eterno. Leggendo il mondo con gli occhio dello spirito si scopre che l'Assoluto ha seminato nel mondo, prima di cadere nell'oblio, tutti i segni necessari per ritrovare la strada di se stesso. Noi, esseri Umani, piccole schegge della coscienza universale, siamo, ciascuno a modo suo, unico ed irripetibile (perché l'Assoluto non ha nessuna necessità di manifestarsi due volte nello stesso modo), autolimitazioni dell'Assoluto. Quando uno di noi raggiunge il massimo di consapevolezza che si può raggiungere attraverso il "mezzo terra-umanità" esso lascia il campo. E' per questo motivo che non si trova mai la perfezione in terra. Un grandissimo abbraccio ai coraggiosi dell'avventura celesta scesi in terra per amore del compimento Divino.

Ciò che accade è una nostra sceltà

Inserito 05/09/2011       Categorie: Cambiare
"Quando vi accade qualcosa dovete accettarlo come se l'aveste scelto voi. Perché? Ma perché l'avete scelto voi!!! questa è accettazione.S.Brizzi." Il nostro guai è di voler determinare sempre se le cose arrivano dall'esterno, come predestinazione o come pura casualità o se dipendono da noi. Il fatto è che la realtà spirituale è paradossale per la nostra piccola mente e che finché crediamo di poter definire le cose secondo criteri obbiettivi saremmo limitati dalla ristrettezza del mezzo che utilizziamo. Esiste in noi una vastissima dimensione inconscia dove sono annidate un'infinità di negazioni e di limitazioni. Quando si dice che "abbiamo voluto ciò che abbiamo vissuto" ciò vuol intendere che qualcosa in noi ha chiamato ciò che abbiamo vissuto perché non tutto viene creato dalla mente coscia. Chi non si conosce veramente, chi non ha penetrato il suo inconscio e non ha rimosso i blocchi non può creare coscientemente la sua vita ma subisce le spinte nascoste. In questo c'è qualcosa di rassicurante, il fatto che sotto all'inconscio si trova lo spirito e che quest'ultimo irradia la sua saggezza che prima o poi riuscirà a raggiungere il conscio. Così la vita, vista originalmente come un peso gravosa da portare o da sopportare diventa una continua opportunità di conoscersi: ciò che arriva apparentemente dall'esterno mi insegna ciò sul quale ho ancora da lavorare, mi insegna che sotto sotto non ho veramente fede nella vita o nel Divino, che sotto sotto non ho veramente fiducia in me e nei miei mezzi, che sotto sotto non ho ancora capito che si può crescere nella gioia e nella bellezza. Il lavoro da fare è enorme e non ci è dato sapere per quanto tempo avremo da lavorare ma non importa, non importa se si arriverà da qualche, intanto si può essere e vivere la gioia di essere ogni giorno un po' più sani, più belli, più luminosi.... e quando si ha l'impressione di fare uno o tanti passi indietro questo significa solamente che si vive una nuova crisi di evoluzione, un momento di superamento, una tempesta che, una volta calmate, e si calmano sempre, ci farà vedere tutto più chiaro e luminosa

Specchio delle mie brame, dimmi chi sono?

Inserito 05/09/2011       Categorie: L’altro nel concetto di “Assoluto”
Parlare o non parlare, questo è la questione. Conosci il libro: "La Luce sul Sentiero"? all'inizio della seconda parte è scrito: bene non è, hai racolto ora devi seminare. Non si tratta quindi di insegnare, perché non si può insegnare nulla... a chi non è pronto e chi è pronto non ha più bisogno di insegnamenti, essi si rivellano da se. Invece siamo tutti qui a parlare, e questo è meraviglioso perché siamo tutti specchio l'uno dell'altro e parlando agli altri parliamo a noi stessi come parlando a noi stessi, o meditando nel silenzio, lo facciamo per gli altri oltre che per noi. Verifico tutti i giorni, e questo da ventidue anni, durante le terapie, e questo lo dico sempre ai pazienti, che io non esisto, non ho un'esistenza autonoma della loro presenza. Il mio dire, le mie percezioni, la mia stessa struttura mentali riflettono ciò ch'è il paziente, ciò ch'esso ha da dirsi, cioè ciò ch'è pronto a capire. Per me è una cosa meravigliosa, un incredibile insegnamento su la natura umana, ed ho capito che il benessere è permettere a ciascuno di essere se stesso, qualunque sia le sue scelte, i suoi concetti. Aiuto semplicemente ciascuno a vivere il più compiutamente (secondo i suoi, non i miei , mezzi) ciò che sente di dover sperimentare. Oggi vuoi sperimentare "bianco", ciò che uscirà dalla mia bocca ti aiuterà a sperimentare il bianco. Vuoi sperimentare il "nero", il nero verà esaltato nella sua realizzazione. Certo che le parole sono limitanti, estremamente limitanti se non ci mettiamo all'ascolto del significato superiore, sono estremamente limitanti se crediamo di saperne più degli altri. Ma l'altro ed i suoi mezzi di comunicazione, verbali, gestuali o silenziosi, sono la manifestazione fuori di noi della parte del Divino che non vediamo e non sentiamo dentro. Quindi "ben venuti amici di ogni genere" ben venuti approbatori e criticatori perchèaccogliandovi mi permetto di conoscermi meglio, di vedere quant'ego c'è in me, quanto facilmente ancora mi offendo, quanto ho bisogno dell'approbazione o quanto sono distaccato, quanto sono aperto, quanto semplicemente participo liberamente alla vita del TUTTO.

L’ASSOLUTO

Inserito 05/09/2011       Categorie: Assoluto e Relativo
Alcuni hanno udito la "Musica Celesta" ma nessuno è stato in grado di trascriverla perché l'uomo è duale di per se. Anche se il suo spirito è unipolare, come l'Assoluto stesso, visto che ne è un'emanazione, esso si manifesta nella materia attraverso un corpo duale perché composto di materia energeticamente bipolare. Quindi nessuna creazione dell'uomo potrà mai ugualiare le creazioni Divine. L'ASSOLUTO E'. L’ASSOLUTO E’ COSCIENZA, PERCEZIONE GLOBALE e ISTANTANEA. L’ASSOLUTO E’ ETERNO PRESENTE. L’ASSOLUTO E’ tutto ciò che può ESISTERE. L’ASSOLUTO E’ PENSIERO. Per CONOSCERSI, l’ASSOLUTO MANIFESTA i SUOI INNUMEREVOLI STATI di ESISTENZA. PENSANDO le SUE infinite possibilità di manifestazione l’ASSOLUTO GENERA l’Universo manifesto. L’ASSOLUTO non è L’Universo manifesto; EGLI E’, CONTIENE e TRASCENDE la PROPRIA MANIFESTAZIONE. L’ASSOLUTO è UNO; è la PERFETA UNITA’. L’ASSOLUTO è IMMUTABILE. L’ASSOLUTO E’ TUTTO: ONNISCIENTE, ONNIPOTENTE, ONNIPRESENTE nella sua MANIFESTAZIONE. L’ASSOLUTO è in PERPETUO MOVIMENTO. Il PENSIERO-ASSOLUTO è ENERGIA UNIPOLARE. L’Uomo vero, come il resto dell’Universo, è STATO-MANIFESTAZIONE dell’ASSOLUTO. L’Uomo vero, EMANATO dall’ASSOLUTO a propria immagine e somiglianza, come LUI, è pensiero-coscienza che genera la propria manifestazione: l’uomo (fisico, emotivo, mentale). L’Uomo vero non è l’uomo. L’Uomo-Coscienza è, contiene e trascende la sua manifestazione. L’energia dell’Uomo-Coscienza è unipolare. L'ENERGIA dell’ASSOLUTO, manifestata nell’Universo materiale è bipolare. Senza la bipolarità non esisterebbe la manifestazione. L'Energia dell’Uomo vero, manifestata nell’uomo, è bipolare. Senza la dualità non esisterebbe l‘uomo. L’Uomo vero, unipolare, dovendosi esprimere attraverso l’uomo bipolare, è diviso tra i due poli. L’uomo manifestato, diviso tra i due poli, è duale. L’Uomo vero è centro del proprio Universo (creato da Lui come lo pensa). L’Uomo è centro del proprio Destino e tutto il resto della MANIFESTAZIONE è per lui lo strumento-maestro della riscoperta della propria vera identità. Ciò è vero per ogni Uomo. Pertanto ogni Uomo è contemporaneamente strumento-maestro del Destino Altrui. Il pensiero dell’uomo, poiché duale, percepisce o l’uno o l’altro aspetto della MANIFESTAZIONE. Il pensiero dell’uomo, percependo un aspetto dopo l’altro, crea l’illusione del tempo. Tutti i meccanismi della vita servono a riportarci alla COSCIENZA dell’INFINITA MOLTEPLICITA’-UNITA’ dell’ASSOLUTO. I sensi fisici e psicologici dell’uomo, poiché espressi attraverso la materia duale, sono strumenti di percezione estremamente limitati e per tanto assolutamente inadeguati a percepire la REALTA’. Senza una coscienza allargata, l’uomo non può farsi un’immagine dell’Uomo vero. Ancora di meno l’uomo può avere una concezione reale dell’ASSOLUTO. La separatività è l’illusione. La complementarietà è una più giusta realtà. L’osservazione neutrale è la chiave dell’UNIONE. Tutto questo è una grezza traccia del PERFETTO PIANO DELL’ASSOLUTO-DIVINO.

Inutile usare metodi per cambiare....

Inserito 05/09/2011       Categorie: Risveglio
Inutile usare metodi se, per primis, non si sa come funziona la mente. La mente, come la materia, ha le sue leggi: chi non le conosce le subisce. Impariamo dunque a conoscere come funziona la mente: la prima prerogativa della mente è di essere una sovrastruttura energetica, un computer “potentissimo” ma completamente “idiota” in quanto non ha nessuna capacita di scelta, dà risposte (perfette) solo in funzione delle informazioni caricate. Finche queste saranno sbagliate o solo limitate la risposta, perfetta secondo i dati caricati, sarà comunque completamente sbagliata. La seconda prerogativa di questo supercomputer è di possedere, come ogni cosa creata, il diritto alla sopravvivenza, e quindi possederà un istinto di sopravvivenza che farà sì che si difenderà (parliamo sempre della mente) da qualunque pericolo di destrutturazione. Ecco perché non è così semplice cambiare, perché si continua a giudicare anche se capiamo perfettamente l’errore che commettiamo. Non siamo colpevoli di nulla, è il supercomputer col suo programma che fa tutto da solo. Impariamo ad usarlo, questo computer, diventiamone il padrone, inseriamo progressivamente dati leggermente diversi da quelli già caricati, e modifichiamo i dati giorno dopo giorno, ma stando attenti a non scombussolare l’istinto di sopravvivenza. Un giorno quello che sembrava impossibile diventerà molto semplice. Allenamento, cari miei, allenamento…

La sofferenza non è assolutamente un dono

Inserito 05/09/2011       Categorie: Malattia e Guarigione
La sofferenza non è assolutamente un dono, la sofferenza non fa crescere, la sofferenza non è una ricchezza. La sofferenza è solo ed esclusivamente una "SVEGLIA" una campanello, un postino che viene a portarci il DONO dell'AMIRE DIVINO. Come un postino rispettoso dell'impegno che ha presso, consapevole dell'importanza del messaggio che sta portando, questo bravo professionista bussa da prima piano piano, per vedere se il destinatario è già sveglio. Poi, se non ottiene risposte, comincia A BUSSARE UN PO' PIù FORTE, E COSì BUSSERà SEMPRE PIù FORTE FINCHE NON CI RISVEGLIEREMO E FINALMENTE PRENDEREMO COSCIENZA DELL'AMORE DIVINO CHE DA SEMPRE E PER SEMPRE CI VIENE CONTINUAMENTE ED INFINITAMENTE OFFERTO. Dire che la sofferenza sia un dono è equivalente a dire che la sofferenza sia gradita al Divino perché da dove vengono i doni se non dall’Assoluto stesso e quale Dio sarebbe se gli fosse gradita la sofferenza. Il Divino non è un monarca umano, colmo di orgoglio e di vizioso sadismo. L’Assoluto è equilibrio, è equanimità, è serenità e amore incondizionato, come Gli potrebbe piacere la sofferenza, come potrebbe farci dono del dolore. Non cari miei, la sofferenza è semplicemente la conseguenza del profondo sonno nel quale siamo immersi. Ma questo sonno non è nemmeno esso un errore, non è una cattiveria, esiste perché potessimo essere risvegliati, perché potessimo prendere coscienza di ciò che significa essere perfetti. L'Ego, all'inizio rifiuta, per istinto di sopravvivenza, ogni nuova proposta, soprattutto se è distante da ciò che ha considerato vero fin'ora poi, sempre per istinto di sopravvivenza, si adatta e si attacca a tutto ciò che si ripete. Se ti riconosci nella sofferenza, e che sei convinto che la sofferenza sia uno strumento (di crescita o di manipolazione) ripeterai i meccanismi della sofferenza all’infinito.

Gli sforzi intellettuali

Inserito 05/09/2011       Categorie: Assoluto e Relativo
Gli sforzi intellettuali sono come gli sforzi fisici, compattano il corpo e lo rendono più rigido e meno penetrabile. La corsa e lo sforzo per crescere, per migliorare, per diventare più consapevoli, non fanno altro che renderci più ottusi, più compatti, più impermeabili alla vera conoscenza che è nel lasciare fluire in noi la coscienza del Divino. È l’ego che vuole crescere, è l’ego che vuole essere più bravo degli altri, è l’ego che ha bisogno di sentirsi il centro di tutto. Il Centro è l’Assoluto, l’Uno e la Moltitudine nello stesso tempo, ed è accettando di essere parte integrante della moltitudine che diventiamo automaticamente Uno.

Zero

Inserito 05/09/2011       Categorie: Assoluto e Relativo
Siamo composti di migliaia di ritmi diversi che visti nel dettaglio sembrano molto disordinati ma che, visti nel loro insieme, rappresentano un meccanismo perfetto. Lo sapevate che, per la fisica quantistica, la somma delle energie dell'universo è uguale a zero. Nell'era inflazionaria, i primi attimi dopo la sua nascita, la quantità di energia positiva si è moltiplicata considerevolmente ma nell'esatta stessa proporzione dell'energia negativa. È partendo della pace e della perfetta stabilità e neutralità del nostro nucleo originale che troveremmo la giusta risposta a ogni domanda.

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IL RUOLO DELL'UMANITA'
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L' ASSOLUTO  E'.
          
                     
          
EGLI  E'  il  PRINCIPIO  PRIMO,
l' 
INTELLIGENZA  PRIMORDIALE:
ETERNO,  INFINITO,  PERFETTO,  IMMUTABILE.
La REALTA'  PRIMARIA  dell' UNIVERSO  è  
PENSIERO; 
"PENSIERO  MEDITATIVO  che  contemporaneamente  E'  e  OSSERVA  le  sue   infinite POSSIBILITA'  di  MANIFESTAZIONE". 
Questo  pensiero  "ASSOLUTO" 
è  complessivo  tutto  ciò  che  esiste
perché  tutto  è,  in  LUI, 
STATO  d' ESSERE  emanato
dalla  propria  ESSENZA,
mentre   OSSERVA  SE  STESSO. 
Noi  siamo  parte  di  LUI  in  quanto  scheggia  del 
SUO  STATO  d' ESSERE.
E  visto  che  l' ASSOLUTO  è  tutto  ciò  che  può  essere,  manifestato 
contemporaneamente  nel  non  tempo  del  SUO  ESSERE,
nell' ETERNITA'  del  SUO  ESISTERE,
in  un  ETERNO  PRESENTE  che  non  fluisce,  e  quindi  che  mai  ha  avuto  un  inizio  né  mai  avrà  una  fine,
noi  siamo  contemporaneamente  tutto,  il  nostro  passato,  il  nostro  presente  e  il  nostro  futuro.
 
          
                     
                     
          
L' ASSOLUTO  E'.
          
                     
          
L’ASSOLUTO E’ COSCIENZA, PERCEZIONE GLOBALE e ISTANTANEA.
L’ASSOLUTO E’  ETERNO PRESENTE.

L’ASSOLUTO E’ tutto ciò che può ESISTERE.

L’ASSOLUTO E’ PENSIERO.
Per CONOSCERSI, l’ASSOLUTO MANIFESTA  i  SUOI INNUMEREVOLI STATI di ESISTENZA.
PENSANDO le SUE infinite possibilità di manifestazione l’ASSOLUTO GENERA l’Universo manifesto. 
 L’ASSOLUTO non è L’Universo manifesto; EGLI E’,
CONTIENE e TRASCENDE la PROPRIA MANIFESTAZIONE.
 
L’ASSOLUTO è UNO; è la PERFETA UNITA’.
 
L’ASSOLUTO è IMMUTABILE.

L’ASSOLUTO E’ TUTTO: ONNISCIENTE, ONNIPOTENTE, ONNIPRESENTE nella sua MANIFESTAZIONE.

L’ASSOLUTO è in PERPETUO MOVIMENTO.

Il PENSIERO-ASSOLUTO è ENERGIA UNIPOLARE.

L’Uomo vero, come il resto dell’Universo, è STATO-MANIFESTAZIONE dell’ASSOLUTO.
 
L’Uomo vero, EMANATO dall’ASSOLUTO a propria immagine e somiglianza,
come LUI, è pensiero-coscienza che genera la propria manifestazione: l’uomo (fisico, emotivo, mentale).

L’Uomo vero non è l’uomo.

L’Uomo-Coscienza è, contiene e trascende la sua manifestazione.

L’energia dell’Uomo-Coscienza è unipolare.
 
L'ENERGIA dell’ASSOLUTO, manifestata nell’Universo materiale è bipolare.
Senza la bipolarità non esisterebbe la manifestazione.

L'Energia dell’Uomo vero, manifestata nell’uomo, è bipolare.
Senza la dualità non esisterebbe l‘uomo.

L’Uomo vero, unipolare, dovendosi esprimere attraverso l’uomo bipolare, è diviso tra i due poli.

L’uomo manifestato, diviso tra i due poli, è duale.
 
L’Uomo vero è centro del proprio Universo
(creato da Lui come lo pensa).

L’Uomo è centro del proprio Destino
e tutto il resto della MANIFESTAZIONE
è per lui lo strumento-maestro
della riscoperta della propria vera identità.

Ciò è vero per ogni Uomo. Pertanto ogni Uomo è contemporaneamente strumento-maestro del Destino Altrui.
 
Il pensiero dell’uomo, poiché duale, percepisce o l’uno o l’altro aspetto della MANIFESTAZIONE.

Il pensiero dell’uomo, percependo un aspetto dopo l’altro, crea l’illusione del tempo.
 
Tutti i meccanismi della vita servono a riportarci alla COSCIENZA dell’INFINITA MOLTEPLICITA’-UNITA’ dell’ASSOLUTO.

I sensi fisici e psicologici dell’uomo, poiché espressi attraverso la materia duale, sono strumenti di percezione estremamente limitati e per tanto assolutamente inadeguati a percepire la REALTA’.
 
Senza una coscienza allargata, l’uomo non può farsi un’immagine dell’Uomo vero. Ancora di meno l’uomo può avere una concezione reale dell’ASSOLUTO.

La separatività è l’illusione.

La complementarietà è una più giusta realtà.

L’osservazione  neutrale è la chiave dell’UNIONE.

Tutto questo è una grezza traccia del PERFETTO PIANO DELL’ASSOLUTO-DIVINO.
          
                     
                     
          
IO SONO la moltiplicità
          
          

e la moltitudine Riconciliate nell'UNO.

IO SONO L'AMORE
INCONDIZIONATO.

IO SONO
LA GRANDE
RICONCILIAZIONE

          
                     
                     
          
L'ASSOLUTO non giudica.
          
          

L'ASSOLUTO ci DA' tutto lo spazio e l'energia necessari
per creare noi stessi.

L'ASSOLUTO ci DA' tutto il tempo e tutto ciò che vogliamo.
L'ASSOLUTO ci AMA e SA che siamo EGLI STESSO “in divenire”
e per questo ci OFFRE tutte le occasioni di conoscerci.

          
                     
                     
          
Chiedete e vi sarà dato
          
                     
                     
          
La VITA ci insegna di continuo "chi siamo",
          
          "cosa facciamo" per gli altri,
"cosa diamo" agli altri,
"cosa riceviamo" da loro,
"cosa pensiamo" di loro.
"cosa pensiamo" di noi stessi.
          
                     
                     
          
La VITA mette sempre davanti a noi, per AMORE per noi,
          
                     
          "chi siamo",
"come facciamo",
"come diamo" agli altri,
"come riceviamo" dagli altri,
"come pensiamo" gli altri,
"come pensiamo" noi stessi.
          
                     
                     
          
Permettiamoci di pensare in grande:
          
                     
          Permettiamoci di pensare AMORE INCONDIZIONATO.
Permettiamoci di pensare GIUSTIZIA.
Permettiamoci di pensare UGUALIANZA.
Permettiamoci di pensare GIOIA.
Permettiamoci di pensare il più alto concetto di noi stessi.
Permettiamoci di pensare il più alto concetto dell'ASSOLUTO.
          
                     
                     
          
E più ancora che di pensare, permettiamoci di essere:
          
                     
          Permettiamoci di essere sani.
Permettiamoci di essere forti.
Permettiamoci di essere belli.
Permettiamoci di essere felici.
Permettiamoci di essere gioiosi.
Permettiamoci di essere giusti.
Permettiamoci di essere all'ascolto degli altri.
Permettiamoci di essere riconosciuti per quello che siamo.
Permettiamoci di essere AMORE INCONDIZIONATO .
Permettiamoci di Conoscere l'ASSOLUTO.
Permettiamoci di essere
l'ASSOLUTO
          
                     
                     
          
Permettiamo che si riveli spontaneamentein noi uno stato di sempre maggiore 
          
                     
          salute, forza, bellezza,
felicità, gioia, giustizia, ascolto
e soprattutto di AMORE
          
                     
                     
          
In noi l'ASSOLUTO si perde
          
                     
           per poter, in noi, ritrovarsi.          
                     
                     
          
Facciamo bene per il bene in se stesso, 
          
                     
          diamo per il dare in se stesso,
pensiamo bene per la gioia pensare bene.
          
                     
                     
          
L'attesa del premio ci priva del vero ed unico premio veramente degno di questo nome: 
          
                     
          la GIOIA di DARE,
la GIOIA di GENERARE ARMONIA,
la GIOIA di CREARE un MONDO MIGLIORE,
la GIOIA di PARTECIPARE alla CREAZIONE DIVINA
perché ESSA E' AMORE:
TOTALE DONO DI SE STESSO.
          
                     
                     
          
Finché siamo legati a un concetto lineare del tempo 
          
                     
          

ciò che viene costruito nel tempo deve essere vissuto nel tempo e solo nel tempo può essere dissolto. 

          
                     
                     
          
La conoscenza è un fuoco che deve rimanere ben circoscritto.
          
                     
           Altrimenti divampa e distrugge tutta la foresta.           
                     
                     
          
Il compenso del dare è
          
                     
           la gioia stessa dell'avere dato.           
                     
                     
          
Saremo limitati dalla nostra cecità
          
                     
          

finché saremo ciechi e per renderci conto di esserlo dobbiamo scontrarci contro gli ostacoli.
Possiamo continuare a lamentarci del fatto che ci siano ostacoli sul nostro cammino, oppure possiamo decidere di aprire gli occhi per evitarli e superarli
 
 

          
                     
                     
          
Ciascuno di noi è in assoluto il centro del proprio universo.
          
                     
          

Tutto quello che gravita intorno a noi è il perfetto strumento-maestro del nostro Destino.
Essendo questo vero per ognuno, noi siamo contemporaneamente lo strumento-maestro del Destino altrui. 

          
                     
                     
          
La vita serve ad osservare,
          
                     
          

a conoscere, a comprendere ed a sperimentare il senso profondo della vita stessa".
Nessun atto della vita quotidiana è "fuori" dalla nostra esperienza spirituale. 

          
                     


           
Finché sussiste dentro di noi la distinzione tra noi stessi e il resto del mondo,
           
                       
           cioè finché siamo “egotici”,
l'Io dovrà espandersi,
controllare spazi di vissuto sempre più estesi
perché più cresce
più si sente isolato e quindi in pericolo.
           
                       
                       
           
Ogni cosa, nel mondo in cui viviamo,
           
                       
           

è immagine microscopica 

del TUTTO macroscopico.

           
                       
                       
           
Ogni cambiamento  
           
                       
           richiede un tempo di gestione-comprensione e di metabolizzazione indispensabile per mantenere la consapevolezza della nostra continuità.           
                       
                       
           
L'acquisizione di informazioni
           
                       
           non solo aumenta la quantità di conoscenza ma modifica, contemporaneamente, lo strumento conoscitivo.           
                       
                       
           
La non espressione di una funzione,
           
                       
           per assenza di energia, non significa che questa funzione non esiste più. Quando l'energia ritornerà a essere disponibile, la funzione potrà di nuovo essere espressa.           
                       
                       
           
Siamo tutti estremamente diversi ed unici nel relativo
           
                       
            ma tutti perfettamente uguali nell'assoluto.           
                       
                       
           
Lo Spirito rivela di continuo la sua presenza.
           
                       
                       
           
Per il fatto che le energie delle esperienze
           
                       
            dualistiche non sono compatibili con la sua essenza unipolare, il nostro Spirito tenta di continuo di liberarsene e per farlo Esso non ha altra possibilità che di spingerle verso l'esterno, fuori della sua sfera di esistenza, attraverso il conscio.           
                       
                       
           
Non possiamo proseguire la nostra evoluzione,
           
                       
           o compiere la nostra missione, senza avere risolto i problemi del passato proprio perché essi sono il piombo che abbiamo da trasmutare per ottenere l'Oro Spirituale e il mezzo che abbiamo a disposizione per operare questa trasmutazione è il "totale e sincero perdono" conseguito attraverso la consapevolezza del vero ruolo dell'esperienza terrena.           
                       
                       
           
L'Oro Spirituale è l'Armonia e il rispetto,
           
                       
            l'energia che dà alla nostra Fede la sua incommensurabile potenza.           
                       
                       
           
A cosa servirebbe "essere"
           
                       
            se questo fatto non venisse "espresso" e "conosciuto".           
                       
                       
           
Mai una porta si chiude
           
                       
            senza che se ne apra un'altra.           
                       
                       
           
Affermo con insistenza
           
                       
            che la sofferenza è solo ed esclusivamente l'effetto della nostra "resistenza" al giusto e spontaneo fluire del nostro Destino.           
                       
                       
           
Qualunque analisi e distinzione possiamo fare
           
                       
            tra gli diversi aspetti della vita fisica, emotiva, mentale o spirituale, essi appartengono sempre e comunque all'ASSOLUTO stesso.           
                       
                       
           
C’è un unico ostacolo sul mio cammino:
           
                       
           me stesso.           
                       
                       
           
Il più grande aiuto che possiamo dare agli altri
           
                       
            è la nostra personale serenità, il nostro equilibrio, la nostra luce.            
                       
                       
           
Non ci si evolve dall’imperfezione verso la perfezione
           
                       
           ma da una perfezione all’altra.           
                       
                       
           
Nei momenti più bui,
           
                       
            metti un sorriso sul tuo cuore e la luce rinascerà.           


          
Ci fu un tempo in cui l'Uomo era Saggio
          
                     
          

e viveva nel Paradiso
perché egli vedeva la bellezza in ogni cosa e perciò ogni cosa era bella.
       

Ma un giorno,
volendo conoscere il perché
di tanta gioia,
Egli fece un passo
fuori della sua Saggezza
e quando si volse per tornare indietro,
si accorse che tutto era sparito.
Volendo essere Sapiente,
l'Uomo perse la sua Saggezza.
Volendo conoscere i dettagli,
i meccanismi;
volendo analizzare,
Egli perse la coscienza del tutto
e la percezione dell'Opera Compiuta.
Per l'Uomo che persevererà nel suo desiderio di conoscenza analitica,
lunga sarà la strada per tornar
 in Paradiso.
Poiché tanti più dettagli
Egli vorrà trovare,
tanti più ce ne saranno da scoprire;
tante più leggi vorrà costruire,
tanti più meccanismi saranno definibili
da nuove leggi;
tanto più lontano Egli vorrà vedere,
tanto più l'orizzonte si allontanerà.
Un sottilissimo velo separa l'Uomo
dal Paradiso;
ma su questo velo Egli proietta le sue errate conoscenze e le sue illusioni
scambiandole così per Realtà.
Benché il Paradiso sia così vicino
l'Uomo non lo sa vedere e,
più spesso ancora,
non lo vuole vedere
perché la percezione del Tutto
implica la completa fusione con Esso
e quindi la perdita del proprio Ego.
          
                     
                     
         

A nulla serve costruire il castello della nostra personalità sulle sabbie mobili;

Meglio accontentarci di una capanna sulla roccia solida dove sviluppare un'individualità stabile e consapevole.

          
                     
          
Raccogliamo sempre ciò che abbiamo seminato.
          
                     
                     
          
Non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te.
          
                     
                     
          
Dobbiamo essere attenti a ciò che programmiamo
          
                     
          

perché le conseguenze delle nostre aspettative potrebbero andare molto oltre ciò che avevamo pensato.-

          
                     
                     
          
Per quanto tempo 
          
                     
          

continueremo ad ignorare gli avvertimenti di prossime catastrofi prima di darci una svegliata.

          
                     
                     
          
È una mera illusione
          
                     
          

pensare che solo gli altri possono essere colpiti dalle disgrazie. Nessuno di noi è al riparo, dobbiamo essere noi stessi il proprio angelo custode.

          
                     
                     
          
Quando non abbiamo il coraggio
          
                     
          

di riconoscere la nostra aggressività, agiamo in modo tale da far credere che sono stati gli altri ad aggredirci.

          
                     
                     
          
Se la nostra intenzionalità è egoistica non raggiungeremo l'obbiettivo.
          
                     
                     
          
Anche se comprendiamo gli errori passati,
          
                     
          non possiamo liberarci del karma. Esso dovrà essere vissuto e la sofferenza patita sarà proporzionale alla nostra ignoranza o alla nostra pigrizia ma se siamo svegli lasceremmo fluire l'impegno senza creare resistenza e quindi senza creare altro karma negativo.          
                     
                     
          
Crediamo spesso di poter raggiungere le alte vette della spiritualità
          
                     
          

staccandoci dalla materialità, ma l'ASSOLUTO non è né in cielo né su un altro piano di esistenza. L'ASSOLUTO è ovunque, in terra come in cielo, dentro di noi come fuori. Tutto è “ASSOLUTO” e a nulla serve andare a cercarlo in luoghi appartati o dominanti. A nulla serve voler essere al di sopra degli altri. La nostra vita spirituale è "qui" e "ora" nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni. in ogni momento, in ogni situazione, noi sperimentiamo la nostra spiritualità.

          
                     
                     
          
Tutto è “ASSOLUTO”
          
                     
          a nulla serve andare a cercarlo in luoghi appartati o dominanti. A nulla serve voler essere al di sopra degli altri.          
                     
                     
          
E' l'osservazione del dettaglio a creare il senso di disagio e di imperfezione,
          
                     
          mentre la percezione globale ci dà serenità e pace.          
                     
                     
          
La parte malata deve essere reintegrata nell'Unità Corpo-Mente-Spirito.
          
                     
                     
          
Nulla nel mondo, nel nostro paese, nella nostra famiglia e dentro di noi
          
                     
          potrà essere risolto con la violenza, la negazione, il disprezzo e la conflittualità.
Solo l'Amore e il rispetto possono guarire dalla sofferenza perché essa è sempre "mancanza di amore".
          
                     
                     
          
Non possiamo colpire nessuna parte
          
                     
          

senza che vengano coinvolte tutte le altre parti. Ciò significa che dobbiamo rispettare ogni nostra parte, ogni strumento messo a nostra disposizione dall'ASSOLUTO per raggiungere la coscienza cosmica.

          
                     
                     
          
L’altro, in questo concetto di “Assoluto” ,  
          
                     
          è il sacro strumento della nostra presa di coscienza e, anche se la nostra mente continua ad reagire e a lamentarsi, nel cuore lo dobbiamo benedire o piuttosto, perché non ci dobbiamo costringere a fare nulla che non sia spontaneo, arriverà il momento in cui ci accorgeremo di benedirlo. Per farsi che questo succedi, è necessario sospendere ogni giudizio negli altrui o propri confronti e svillupare l'Osservatore ditacato.          
                     
                     
          
Voglio dimenticare tutte le assurde teorie 
          
                     
          che ci sono state propinate, voglio poter comprendere l'origine di ogni consuetudine alla quale siamo soggetti, non voglio essere schiavo del pregiudizio né tantomeno interiorizzare massificanti stereotipi. Vorrei altresì comprendere la natura della vita e fare l'esperienza di essere realmente vivi e liberi dalle suggestioni. Voglio conoscere. Non mi sono sufficienti le spiegazioni di altri. Voglio scoprire da me stesso tutto ciò che può essere scoperto.          
                     
                     
          
Chi era questa voce interiore che ci indicava, attraverso l'intuizione,
          
                     
          la strada da seguire se non quello che siamo oggi che guarda con indulgenza, amore e fiducia le nostre limitazioni ed inganni d'ieri? 

Chi è questa voce interiore che ci suggerisce, attraverso l'intuizione,
il cammino da percorrere se non ciò che saremo domani
che rivolgerà lo sguardo alle nostre limitazioni ed inganni di oggi
con Indulgenza, Amore e Fiducia nelle nostre capacità di superamento perché saprà,
visto che lo sarà, che siamo capaci di liberarci?
          
                     
                     
          
Chiediamo continuamente a DIO di liberarci dal male
          
                     
          senza renderci conto che così affermiamo la sua esistenza, e visto che non c'è differenza tra oggi, ieri e domani attestiamo che il male è stato, che è e che esisterà sempre.          
                     
                     
          
Chiediamo di continuo a DIO di perdonare le nostre colpe 
          
                     
          
senza renderci conto che così facendo sosteniamo di essere colpevoli.
Se domani ci aspettiamo di dover chiedere perdono, come faremo a non renderci (sentirci) colpevoli di qualcosa? 
          
                     


           
I poteri acquisiti,
           
                       
            che siano terreni o sub terreni, devono essere utilizzati per meglio servire gli altri, cioè per meglio dare, non per dominargli ed sfruttargli per il proprio profitto.           
                       
                       
           
Vedere il lato positivo della vita è una questione di allenamento
           
                       
            … all’inizio costa fatica ed attenzione ma una volta presa la piega risulta facile ed spontaneo come lo è adesso vedere il negativo…. Di fatto è la vita e la cultura che abbiamo ricevuto a farsi che tendiamo a vedere il lato negativo, a vedere ciò che manca, ciò che non è perfetto ma la pienezza è accogliere e cogliere ciò che è perfetto nel relativo del nostro mondo imperfetto che ciò nonostante è perfetto perché perfettamente adatto a farci crescere.           
                       
                       
           
Di fronte alle cose piccole
           
                       
            (successo, denaro, sesso, potere) l'uomo si crede grande.... ma di fronte all'immensità (mare, deserto, cielo stellato; Assoluto, Spirito, ignoto, infinito, eternità, ecc) esso si accorge di essere un'idea molto, ma molto molto semplice e piccola!            
                       
                       
           
Qualunque circostanza ha la sua funzione,
           
                       
           anche la tegola che ci cade sulla testa, l'ingorgo del traffico che ci fa arrivare in ritardo a un appuntamento, l'automobilista che perde il controllo della sua macchina e che ci viene a investire. Qualunque cosa succeda nella nostra vita è strumento, perfetto strumento-maestro del nostro Destino.           
                       
                       
           
 Pace è rispetto per la realtà di ognuno.
           
                       
           Pace è amore per l'anima in viaggio verso casa anche se la personalità che indossa in questa vita non è delle più belle. Pace è spesso benedizione che deve rimanere silenziosa e passare solo da anima ad anima perché la personalità non è pronta ad accettarla…            
                       
                       
           
 Dalla notte dei tempi
           
                       
            i Saggi hanno percepito l'interdipendenza degli esseri e di tutti gli elementi del creato. È una mera illusione pensare di non avere bisogno degli altri.           
                       
                       
           

Solo la tua esperienza è verità per te

           
                       
           e questo è vero per ognuno di noi.  Rispetta dunque la verità altrui come rispetti la tua. Accogli la verità dell’altro senza pensare di dover rinunciare alla tua.  Benedici la verità dei tuoi fratelli come desideri vedere benedetta la tua.           
                       
                       
           
Nell'Universale,  nell'Eterno, nell'Assoluto
           
                       
           non esistono giorni o attimi speciali, tutti sono teatro di un'indicibile ed inimmaginabile Miracolo:

                                                          la Coscienza.... la Vita!!!

Non aspettare i terreni giorni di festa per cantare le Lodi dell'incredibile Bellezza del Tutto, sarebbe perdere Preziosissimi Momenti di Splendore e di Amore,

"sii totalmente nell'attimo fuggente e godi della sua Stravolgente Pienezza".

A ciascuno di Voi l'Augurio sincero di poter vivere in tale modo.

           


          
Sii felice 
          
                     
           quando scopri di aver sbagliato, perché così esci dall’errore.          
                     
                     
          
Beati quelli che hanno accumulato tanto piombo
          
                     
          perché "ora", nel momento della
“presa di coscienza”, possono avere tanto "ORO".
          
                     
                     
          
Perdonandoti,
          
                     
           anche la tua più grande disfatta diventa una vittoria.          
                     
                     
          
Non è importante qual è la tua strada,
          
                     
           ciò che conta è che parta dal cuore.          
                     
                     
          
La verità del cuore non può ferire chi ascolta col cuore.
          
                     
                     
          
Qualunque siano i miei desideri
          
                     
           e le mie paure, comunque e sempre, che sia quello ch’è giusto che sia.          
                     
                     
          
La vera grandezza
          
                     
          

sta nel riconoscere ed accettare la propria piccolezza. La vera forza sta nel riconoscere ed accettare la propria debolezza.
La vera libertà sta nel riconoscere ed accettare i propri limiti.
La vera saggezza sta nel riconoscere ed accettare la propria ignoranza. 

          
                     
                     
          
 Un aiuto imposto fa più danni di un dispetto.
          
                     
          Un bacio imposto fa più male di uno schiaffo.  Una pace imposta fa più morti di una guerra.           
                     
                     
          
Il vero dispensatore di Amore
          
                     
          lascia gli altri sbagliare secondo i loro modo e tempi, confidente nella saggezza e nella forza del loro Spirito Divino.

Il vero dispensatore di Amore è altrettanto consapevole che tale Spirito si rivelerà solamente attraverso le prove di vita personalmente vissute. 

          
                     
                     
          
Grazie a Te Vita perché mi hai dato l’immediatezza e la spontaneità:
          
                     
          

la spontaneità di dare e di ricevere,
la spontaneità di prendere e quella di rinunciare,
la spontaneità di essere quello che sono.